Malta: i 64 migranti della Alan Kurdi smistati in Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo

L’odissea dei 64 migranti della «Alan Kurdi» finisce oggi, dieci giorni dopo il loro salvataggio in mare, al largo della Libia. Dopo oltre una settimana di trattative tra governo tedesco, Commissione europea e governo della Valletta, stamattina il premier maltese, Joseph Muscat, ha annunciato che i migranti verranno distribuiti tra quattro Paesi dell’Unione che hanno acconsentito a farsene carico: Francia, che già ieri lo aveva comunicato, Germania (Paese cui appartengono nave e Ong), Portogallo e Lussemburgo. Nessuno resterà a Malta. Anzi, il premier Muscat ha voluto precisare che nemmeno alla nave umanitaria della Ong tedesca Sea-Eye sarà consentito l’arrivo in porto: «Nessuno resterà a Malta – ha twittato – che non può sostenere questo onere». Il trasbordo dei migarnti dovrebbe dunque avvenire in mare; la nave umanitaria è entrata nelle acque territoriali maltesi un quarto d’ora prima di mezzogiorno.

In un comunicato ufficiale, il governo maltese ha poi precisato: «Ancora una volta il più piccolo Stato membro dell’Unione europea è stato messo sotto una pressione non necessaria, chiedendogli di risolvere un caso di cui non aveva né responsabilità né competenza. E’ stata trovata una soluzione affinché la situazione non peggiorasse ulteriormente, ma mettendo anche in chiaro che Malta non può continuare a sostenere questo fardello». Il ministro dell’Interno Salvini esulta: «Ottime notizie! Come promesso, nessun immigrato a bordo della nave Alan Kurdi arriverà in Italia. Verranno trasferiti in altre nazioni europee, a partire dalla Germania che è il paese di quella ong». L’Italia era rimasta coinvolta nei primi giorni della crisi, quando la nave arrivò a ridosso delle acque territoriali, davanti all’isola di Lampedusa. Alla «Alan Kurdi» era stato concesso di far sbarcare le donne con i loro bambini ma non i mariti e sia la Ong sia le stesse famiglie si erano rifiutate. Poi la nave, pare su suggerimento del governo tedesco, aveva fatto rotta verso Malta. Nei giorni scorsi, due donne sono state prelevate dalla Marina maltese e portate in ospedale per problemi di salute, la notte scorsa lo stesso è avvenuto per uno dei 17 membri dell’equipaggio.

Soluzione trovata ma Malta è dura con la Sea-Eye e con tutte le altre Ong impegnate in operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale: «Malta chiede alle Ong di rispettare tutte le convenzioni e i regolamenti in vigore».

fonte: LASTAMPA.it

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