Migranti, almeno 70 morti in un naufragio al largo della Tunisia

Un altro viaggio della disperazione con partenza Libia e destinazione Europa, finito nella tragedia. Sono almeno 70 i morti – ma il bilancio è provvisorio – di un drammatico naufragio di un’imbarcazione precaria di fronte alla Tunisia. A quanto riferito dall’agenzia di stampa tunisina Tap, la barca gonfiabile è stata avvistata dai pescatori locali quando già era stava andando alla deriva nelle acque internazionali a circa 40 miglia dalla città meridionale di Sfax, la capitale economica della Tunisia.

I pescatori hanno lanciato l’allarme alla Marina tunisina, che si è mossa subito, riuscendo a salvare 16 persone: si tratta, nella maggior parte dei casi, di cittadini di Paesi dell’Africa sub-sahariana, immediatamente trasferiti in un ospedale locale. Era stata la Alarm Phone a dare l’allarme, su Twitter, segnalando che c’è anche un altro barcone in avaria, questa volta al largo delle coste libiche: «Più di 100 vite a rischio, incluse 24 donne e 8 bambini», scriveva Alarm Phone. «Abbiamo ricevuto una chiamata stamattina da una barca partita dalla Libia. Comunicazione difficile per segnale debole. Abbiamo chiamato la Guardia costiera libica, che non risponde».

La barca affondata davanti a Sfax era partita giovedì da Zouara, città costiera della Libia a 120 chilometri da Tripoli. Al momento del naufragio si trovava a 60 chilometri dalla costa libica. A quanto ha affermato un portavoce del ministero dell’Interno tunisino, i profughi stavano tentando di raggiungere illegalmente l’Italia. Le persone tratte in salvo sono state trasferite in Tunisia a bordo di una delle tre unità militati tunisine che hanno partecipato alle operazioni di soccorso, con l’appoggio di un elicottero maltese.

Alla fine di aprile, il premier tunisino Chahed Youssef aveva espresso la preoccupazione di un drastico aumento dei «viaggi della disperazione» di migranti in partenza dalla Libia, Paese confinante con la Tunisia e impantanato in una guerra civile da cui sembrano esserci via d’uscita. «Temiamo che si ripeta l’esperienza del 2011, quando assistemmo al massiccio afflusso di profughi verso il nostro Paese», ha detto Youssef guardando alla situazione attuale in Libia, dopo l’attacco su Tripoli da parte delle forze sotto il comando del maresciallo Khalifa Hafter.

A quanto ribadisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), più di 113 mila migranti sono riusciti d attraversare il Mediterraneo nel 2018, mentre il numero dei morti ha ampiamente superato i 2000, e questo senza contare quelli «non intercettate» dalle autorità dei vari Paesi. Negli ultimi due giorni, i libici hanno intercettato barche con 213 migranti che cercavano raggiungere l’Europa. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), «il Mediterraneo è la via marittima più mortale al mondo per rifugiati e migranti, con un tasso di mortalità che nel 2018 è aumentato drasticamente nel 2018».

fonte: LASTAMPA.it

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