Il mistero della casa del tempo // Eli Roth

Ogni ragazzino, almeno fino a quelli della mia generazione, ha avuto paura di una casa. Diroccata, o semplicemente trascurata, la “casa” rappresenta un bozzolo dentro il quale si annidano magia e creature maligne. La letteratura prima, e il mondo della cinematografia in seguito, hanno costruito numerose storie intorno a questa “figura” di mattoni e pietra dotata di una vivida vitalità immaginifica. Cosa potrà dunque accadere se si mescola una dose di Eli Roth al romanzo “La pendola magica” scritto nel 1973 da John Bellairs? Scopriamolo!

Per gli amanti del cinema horror, quello di Eli Roth non è un nome sconosciuto. Regista di pellicole come Cabin Fever o Hostel, desta quindi una certa curiosità la sua incursione in un film di genere fantasy e destinato ad un pubblico young-adult. Eppure la trama e le ambientazioni che sovente virano verso tinte più fosche, sembrano un terreno adatto al regista sanguigno.

Il mistero della casa del tempo (The House With a Clock in its Walls) ha come ambientazione principale una vecchia e misteriosa casa, avvolta in un fitto alone di magia. Ad abitarla l’eccentrico Jonathan Barnavelt (Jack Black), zio del piccolo Lewis rimasto orfano. Siamo negli anni ’50, alcuni anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e più precisamente nella cittadina di New Zebedee nel Michigan. Lewis è un ragazzino eccentrico, che sotto gli improbabili occhiali da aviatore, nasconde una buona dose di fragilità e dolore per la perdita dei genitori. Inizialmente Lewis è terrorizzato dalla grande e strana casa, dallo zio stregone e dalla vicina Florence Zimmerman (Cate Blanchett) una potente strega che sembra aver perso gran parte dei suoi poteri. Eppure… ben presto troverà nel suo cuore un coraggio che non credeva di possedere.

Il mistero della casa del tempo è un film dichiaratamente divertente e pensato per intrattenere. Seguendo le orme di saghe e film a tema fantasy tanto in voga in questi ultimi anni, riesce nel suo intento d’intrattenere con leggerezza sfiorando delicatamente tematiche anche importanti. Eli Roth si diverte a creare un mondo magico, a tratti oscuro e anche spaventoso, senza mai eccedere.

Scelta azzeccatissima quella di Jack Black e Cate Blanchett, due attori dotati di grande espressività e carattere, che riescono a riempire lo schermo senza faticare più di tanto.

Dimenticate quindi le torture estreme di Hostel, e calatevi nella magia de Il mistero della casa del tempo con leggerezza e spensieratezza. Anche se il film non tocca vette memorabili, resta comunque apprezzabile e disimpegnato. Un pizzico di magia fa sempre bene per ricordarci che sognare, ogni tanto, fa solo che bene.

Buona Visione.

Serena Aronica

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