Antifragile: Prosperare nel disordine // Nassim Nicholas Taleb

La fragilità è un sentimento prettamente moderno nei confronti dell’esistenza. La fragilità nasce quando un sistema che, per le sue qualità intrinseche sarebbe inadatto a vivere, viene mantenuto in vita dal contesto nel quale è inserito. La fragilità è quindi un sentimento prettamente umano che si sviluppa con l’arrivo dell’illuminismo; la ragione cerca di porre argini ai comportamenti automatici che l’uomo, in quanto animale, sviluppa. Dopo oltre due secoli di sviluppo la fragilità è diventata la piaga che contraddistingue il sistema sociale nel suo complesso, secondo l’autore di questo libro. Per reazione, Nassim Nicholas Taleb propone di rapportarsi alla vita attraverso l’applicazione di comportamenti antifragili.

“Alcune cose traggono beneficio dagli shock, prosperano e crescono quando sono esposte a mutevolezza, casualità, disordine, fattori di stress e amano l’avventura, il rischio e l’incertezza. Ciò nonostante, a dispetto dell’onnipresenza del fenomeno, non disponiamo di un termine che indichi l’esatto opposto della fragilità. Per questo parleremo di antifragilità.”

Sappiamo che la nostra incapacità di comprendere a fondo i fenomeni umani e naturali ci espone al rischio degli eventi inaspettati. Ma l’incertezza non è solo una fonte di pericoli da cui difendersi: possiamo trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori, ed essere quindi antifragili. Il robusto sopporta gli shock e rimane uguale a se stesso, l’antifragile li desidera, e se ne nutre per crescere e migliorare.

“Quando ci viene chiesto di immaginare il futuro, andiamo a prendere come punto di riferimento il presente e poi creiamo un ipotetico domani aggiungendo nuovi prodotti e tecnologie, e ciò che più o meno ha senso interpolando l’acquisizione del passato. È un errore fondamentale. L’evoluzione apprezza le anomalie.”

Per Taleb, la probabilità che un evento raro si verifichi è semplicemente impossibile da calcolare, è un’illusione come voler insegnare agli uccelli a volare. Il maggior fattore di fragilità della società, nonché principale generatore di crisi, è l’attitudine a non mettersi in gioco. Questo succede perché il successo genera un’asimmetria: si ha molto più da perdere che da guadagnare, pertanto si è fragili.

“Il vento spegne la candela e alimenta il fuoco.”

Il libro quindi, come si evince, scaturisce delle riflessioni molto interessanti in chi lo legge. C’è da dire che non scorre agilmente perchè su più di 551 pagine, 104 sono di bibliografia, glossario e annotazioni, ma il fascino di questa filosofia che si può applicare non solo ai fenomeni economici e politici, ma anche all’intera vita, ripagherà sicuramente l’impegno.

Filippo Piccini

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