21 maggio 1871: la “settimana di sangue” della Comune di Parigi

Comincia la “settimana di sangue”, la lunga, accanita battaglia nelle strade di Parigi, con atrocità commesse da entrambe le parti contrapposte. Il primo presidente della Terza Repubblica francese Adolphe Thiers assicura a Bismarck che «l’ordine sociale sarà ristabilito nel corso della settimana». Quel pomeriggio una spia, un certo Jules Ducatel, segnala agli assedianti che il settore di Saint-Cloud era senza difese e i primi distaccamenti del 37º reggimento di Versailles entrano a Parigi. Alla furia dei governativi, i rivoltosi rispondono massacrando ostaggi e incendiando monumenti. Alla fine prevalgono le forze del governo e la repressione contro tutti coloro che hanno partecipato alla rivolta è durissima: migliaia di condannati a morte e migliaia di parigini deportati oltremare.

Il moto insurrezionale era scoppiato nel mese di marzo contro il governo di Adolphe Thiers, ed era stato chiamato la Comune di Parigi. Motivi scatenanti: l’occupazione prussiana, l’installazione di una nuova assemblea a Versailles, e il timore di una restaurazione monarchica.

Il governo, incapace di domare la rivolta, abbandona Parigi in mano ai rivoltosi che subito fanno eleggere dalla popolazione un consiglio municipale: una Comune composta da 90 membri, in maggioranza giacobini, riformatori e socialisti, che varano una serie di leggi tendenti a realizzare una democrazia diretta.

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