Micolet, il ‘marketplace’ di abbigliamento di seconda mano che salva l’ambiente e il portafoglio

Sempre di più la società moderna sta diventando sensibile al tema del riciclo, e di conseguenza sempre più persone si sforzano nel riciclare e nel riutilizzare plastica, vetro, carta, mobili… e perchè no, vestiti! Ed è per questo che ogni giorno sono sempre di più coloro che scelgono di acquistare abiti di seconda mano perché possano avere una seconda vita nel loro armadio; oltretutto, questo settore è diventato sempre più accessibile a tutte le persone e a tutte le tasche grazie alla nascita di piattaforme online che offrono abbigliamento di seconda mano a prezzi outlet.

Questo è il caso di Micolet.it, uno shop online di abbigliamento nato quasi per caso nel 2015 in Spagna, precisamente a Bilbao, oggi leader europeo nella vendita dell’abbigliamento di seconda mano per donne. E’ al momento presente in Spagna, Italia, Portogallo, Francia, Regno Unito e Germania; conta di entrare entro il 2019 in Polonia e in Olanda, arrivando così a 8 Paesi europei serviti.
Ogni giorno sul sito ecommerce vengono pubblicati e messi in vendita 1.000 nuovi articoli, sia dei brand cosiddetti fast fashion – come Zara, Stradivarius, Pull&Bear, Pimkie…-, che delle marche appartenenti alla fascia di prezzo luxury, tra cui: Gucci, Max Mara, Michael Kors e chi più ne ha più ne metta.

Micolet ha chiuso il 2018 con una crescita media del 150% nei principali mercati europei. Si tratta di alcuni dati definiti “veramente buoni” dalla compagnia, soprattutto tenendo conto che Micolet è nata quasi per caso.
“La compagna del mio socio aveva un problema: casa sua era piena di capi di abbigliamento e accessori che non utilizzava più, ma che erano ancora in ottimo stato e che avrebbero potuto avere una seconda vita nell’armadio di altre ragazze. Tuttavia, non riusciva a trovare il modo di mettere in vendita tutti questi indumenti senza doversi occupare della gestione della vendita, un compito che, alla fine, richiede molto tempo”, spiega Aritza Loroño, uno dei fondatori di Micolet. E cosa succede nella maggior parte dei casi a tutti i vestiti che non trovano più posto nell’armadio? Vengono gettati. A livello mondiale, una quantità di indumenti pari alla grandezza di un camion della spazzatura, viene incendiato o sotterrato ogni secondo che passa.

L’industria tessile è la seconda più inquinante del pianeta ma, nonostante ciò, ogni anno si vendono 80.000 milioni di nuovi capi di abbigliamento. Di fronte a questo evidente problema, Micolet si impegna nella sua strategia di economia circolare, che consiste nel far ripartire da zero il ciclo di vita dei prodotti, anziché semplicemente farlo terminare dopo il loro utilizzo; gli indumenti in vendita potranno essere reintrodotti nel circuito economico, ricominciando il loro ciclo di vita nell’armadio di una nuova persona.

La vendita di vestiti di seconda mano riduce la quantità di rifiuti e l’uso di risorse. In particolare, Micolet vende 30.000 indumenti al mese; tutti questi capi sarebbero sprecati se non grazie a questo mercato che dà loro una seconda vita nell’armadio di qualcun altro; inoltre, i capi ritenuti non adatti alla vendita vengono donati alle diverse ONG con cui Micolet collabora, garantendo così che il loro ciclo di vita non si esaurisca.

Qual è la particolarità di Micolet rispetto ad un altro sito online di abbigliamento? I vestiti e gli accessori sono usati, ma in ottime condizioni. E vi diremo di più: potete acquistare l’abbigliamento delle influencers che seguite su Instagram! Infatti, su Micolet ci sono tante influencers, modelle e presentatrici televisive che hanno in vendita il loro guardaroba, tra cui Marzia Bisognin, Laura Barriales, Arianna Calvitti, Monica Bertini, Jori Delli, Francesca Brandina, e tante altre da tutta Europa.

“Ogni giorno ci sorprendiamo sempre più del reale bisogno al quale noi diamo una risposta: molte persone del mondo della moda soffrono vedendo come alcuni capi di abbigliamento e accessori di design si accumulano nei loro armadi. Ora ci siamo alleati con loro e cerchiamo di prolungare la vita utile di abbigliamento e accessori in modo sostenibile”, continua Loroño entusiasta delle nuove sfide e orgoglioso del potenziale del progetto.

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