La Mummia // Alex Kurtzman

Quando l’horror si affacciò nel mondo del cinema, forse quasi inconsapevolmente, creò qualcosa di sublime e spaventoso. Un fascino, quello delle prime pellicole dell’orrore, che oggi è quasi totalmente andato perduto. Il bianco e nero, le tinte fosche e brumose, l’eleganza… quante notti trascorse davanti ai piccoli televisori a tubo catodico incantanti a fissare quei mostri ancestrali terribili ma così affabili?

Qualcuno deve aver ben pensato che riesumare i vecchi mostri fosse una buona idea. Forse, e sottolineo il forse, se quella matrice romantica e dal sapore gotico fosse stata in qualche modo rispettata chissà… non è andata però così.

La creatura prescelta per essere riesumata è La Mummia. Il film (The Mummy) del 2017 diretto da Alex Kurtzman non è totalmente malvagio, ma è il tipico prodotto da blockbuster. A vestire i panni del temerario protagonista un Tom Cruise rocambolesco, sfacciato e sarcastico. Gli anni si fanno sentire, e vedere, e Cruise forse un po’ stride in una parte che avrebbe preteso un attore più giovane.

La Mummia rispetta abbastanza fedelmente quella che è la trama classica: ovvero una storia antica e fatta di tradimenti che si perde tra le nebbie del tempo, una sentenza spaventosa e il risveglio della creatura che brama la sua vendetta. Purtroppo il fascino che ammantava i film della Universal a cavallo tra gli anni ’30 e gli anni ’50 è totalmente assente. In questa nuova versione infatti Kurtzman spinge l’acceleratore sulle scene action, portando il film ad essere qualcosa più vicino all’avventuroso in stile Indiana Jones. Le atmosfere cupe e dark si dissolvono lasciando il posto a qualcosa dal sapore fin troppo poco horror.

La Mummia non è un film da cestinare completamente. Intrattiene, diverte e regala una buona dose di adrenalina soprattutto nelle scene più movimentate. Eppure… eppure manca davvero tanto quel sapore misterioso e antico, fascinoso e tetro che serpeggiava nelle vecchie pellicole di mostri. Ovviamente il pubblico cambia, i tempi cambiano e i mostri stessi sembrano doversi adeguare a questi mutamenti. Credo però che la paura, quella più atavica, si nasconda tra le pieghe delle ombre e delle nebbie e questo i vecchi mostri lo sapevano bene!

Buona Visione.

Serena Aronica

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