Scatta il decreto sicurezza bis, Salvini firma il divieto di ingresso in acque italiane per Sea Watch

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiara di aver firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane come previsto dal nuovo decreto sicurezza. Il decreto è stato controfirmato in serata anche dai ministri Toninelli e Trenta.

Cosa è successo
La nave dell’Ong, con 52 persone a bordo, ha passato la sua seconda notte al confine con le acque territoriali, a 16 miglia da Lampedusa. Dopo aver salvato i migranti, la nave si è rifiutata di riportarli in Libia dopo che la Marina libica, per la prima volta, aveva offerto Tripoli come porto sicuro.

Costretti a seppellire i morti prima dell’arrivo degli ispettori
«Le persone a bordo ci hanno raccontato di aver trascorso lunghi periodi di detenzione in Libia e di aver subito vessazioni inenarrabili – ha dichiarato la portavoce dell’Ong, Giorgia Linardi – Uno dei naufraghi ha raccontato di essere stato costretto a seppellire cadaveri per preparare il centro di detenzione alla visita di operatori esterni cercando di renderlo più presentabile. Questa è la Libia, il Paese in cui ci viene indicato di portare le persone soccorse: non lo faremo mai».

L’Ong: se li riportassimo indietro commetteremmo un reato
Sea Watch ha fatto presente che riportando indietro i migranti commetterebbe un crimine per cui l’Italia è già stata condannata, ovvero quello di respingimento collettivo. La Libia infatti non è riconosciuta sicura a livello internazionale dalla missione Onu nel Paese, dalla Farnesina e – ricorda l’Ong – dallo stesso ministro dell’Interno che lo ha dichiarato in una trasmissione il 25 maggio scorso. «Negli ultimi dieci giorni in Libia è stato bombardato un ospedale, l’aeroporto e distrutti diversi quartieri – ha dichiarato la portavoce – Questo è il Paese dove ci dicono di riportare le persone soccorse? Non lo faremo mai».

Mediterranea: “Salvare vite umane non è reato”
«Il ministro dell’Interno ha comunicato da poco e con grande soddisfazione di aver firmato il divieto di entrata a Sea-Watch 3, ma soprattutto alle donne, agli uomini e ai bambini che sono a bordo, soccorsi in acque internazionali mentre rischiavano la morte, in mare o nell’inferno libico. Sono un pericolo per la sicurezza dello Stato? No». Così, in una nota, Mediterranea Saving Humans, la rete delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio nei mesi scorsi ha monitorato il Mediterraneo centrale.

«L’unico pericolo concreto per la democrazia e i diritti umani – prosegue Mediterranea – è rappresentato dall’uso illegale ed illegittimo del potere che mira a trasformare lo stato di diritto in stato di polizia. Salvare vite umane non è un reato. Accanirsi contro persone innocenti, inermi, che chiedono aiuto è un crimine. Un crimine contro l’umanità».

Autorizzato lo sbarco di 10 migranti per cure mediche
Nel frattempo il centro di coordinamento dei soccorsi di Roma ha mandato a bordo della nave tre medici per un controllo sanitario in assistenza dei naufraghi soccorsi tre giorni fa e dieci dei 53 migranti a bordo sono sbarcati a Lampedusa. Lo sbarco, secondo quanto si apprende, è stato autorizzato per 7 di loro perché necessitano di cure mediche, e per 3 accompagnatori.

Salvini: é fuorilegge, per me può stare lì fino a Capodanno
«Sono stati autorizzati a scendere bimbi, donne incinte e malati. Io voglio il bene di tutti. Per quello che riguarda questa nave fuorilegge, per me può stare lì per settimane, per mesi, fino a Capodanno» ha detto il vicepremier Matteo Salvini, parlando a Recco (Genova) della vicenda. Salvini ha spiegato che «non ci sono inchieste» sulla Sea Watch e che i migranti a bordo «dovevano andare in Libia, potevano andare in Tunisia o a Malta» mentre «sono arrivati in Italia. L’hanno chiesto loro il porto alla Libia – ha concluso – la Libia lo ha dato e loro hanno disobbedito».

fonte: LASTAMPA.it

Condividi:
  • 38
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato e realizzato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?