Libra, arriva la criptovaluta globale di Facebook

Dopo molte indiscrezioni, oggi l’annuncio ufficiale: Facebook ha una sua criptomoneta. Si chiama Libra, e viene descritta come “una semplice infrastruttura monetaria e finanziaria globale in grado di dare potere a miliardi di persone”. Tecnicamente, Libra sarà basata su una blockchain “sicura, scalabile e affidabile; sarà sostenuta da una riserva di asset destinati a conferirle valore intrinseco e sarà governata dall’Associazione indipendente Libra, costituita per gestire e sviluppare questo nuovo ecosistema”, come si legge nel post che presenta al mondo la nuova iniziativa di Zuckerberg.

È, a suo modo, un momento storico, non tanto per le criptovalute che esistono già (e anzi oggi il Bitcoin, che è la più famosa, segna la massima quotazione da un anno in qua). Quanto perché, nelle intenzioni di Zuckerberg, Libra rivoluzionerà la finanza e garantirà un accesso facile, sicuro ed economico ai servizi a quelli che attualmente ne sono esclusi. 1,7 miliardi di persone, quasi la metà degli adulti nel mondo, non hanno un conto bancario attivo, e questi numeri sono peggiori nei Paesi in via di sviluppo e ancora peggiori per le donne. “Il costo di tale esclusione è elevato – si legge nella white paper che accompagna l’annuncio – ad esempio, circa il 70% delle piccole imprese nei Paese emergenti non ha accesso al credito, e ogni anno i migranti perdono 25 miliardi di dollari a causa delle tasse sulle rimesse”. .

Ma l’avvento di Internet e della banda larga mobile hanno permesso a miliardi di persone di avere accesso a conoscenze e informazioni, a comunicazioni e servizi più convenienti e a basso costo. Per tutto questo oggi basta uno smartphone da 40 dollari in quasi tutto il mondo, e con Libra sarà possibile usarlo anche per accedere all’ecosistema finanziario.

La Blockchain
La Blockchain e le criptovalute sono decentralizzate, accessibili a livello globale, a basso costo e sicure. Ma il loro utilizzo sul mercato di massa è stato ostacolato dalla loro volatilità e dalla mancanza di scalabilità, oltre che da tentativi di perturbare il sistema esistente e aggirare le leggi che contrastano il riciclaggio di denaro sporco. Così oggi la Blockchain è soprattutto un territorio di conquista per imbonitori e profeti del digitale, pur non mancando iniziative lodevoli e aperte al futuro.

Facebook sembra partire col piede giusto: “Crediamo che la collaborazione e l’innovazione con il settore finanziario, compresi i regolatori e gli esperti di diversi settori industriali, sia l’unico modo per garantire che un quadro sostenibile, sicuro e affidabile sia alla base di questo nuovo sistema. E questo approccio può rappresentare un enorme passo avanti verso un sistema finanziario globale più accessibile, a basso costo e più connesso”, si legge nell’annuncio. Secondo l’ultimo orientamento di Zuckerberg, l’idea ora non è di distruggere ma di costruire, e di farlo insieme.

«Con Libra consentiremo agli sviluppatori e alle imprese di costruire nuovi prodotti di servizi finanziari inclusivi per le persone in tutto il mondo. Questo ecosistema sarà sostenuto dalla Libra Blockchain, costruita da zero per dare priorità a scalabilità, sicurezza e affidabilità, nonché alla flessibilità necessaria per evolvere nel tempo; e dalla Libra Reserve, una riserva di attività reali che sosterrà la valuta Libra, fornendo bassa volatilità, ampia accettazione globale e fungibilità», nota il documento. Per incrementare fiducia e stabilità, il social network cede dunque parte del controllo di questa «blockchain privata» (una contraddizione in termini per i puristi della tecnologia) a una Fondazione. Non sarà una Blockchain monocratica, ma resta molto lontana da quella dei bitcoin, che è molto più distribuita e priva di proprietari.

Libra sarà una «stablecoin», cioè una moneta digitale con un rapporto di parità con il dollaro. Avrà – sembra – un centinaio di nodi e un miliardo di dollari a garanzia della criptovaluta e per supportare il progetto. Non sarà quindi una blockchain monocratica, ma resta comunque molto lontana da quella dei bitcoin, molto più distribuita e priva di proprietari.

La Fondazione
La Fondazione Libra avrà il compito di facilitare lo sviluppo della Blockchain Libra e di gestire la Riserva. I membri saranno imprese distribuite geograficamente e diversificate, ONG e istituzioni accademiche. Il gruppo iniziale dei “Membri Fondatori” è già impressionante:

– Pagamenti: Mastercard, PayPal, PayU (il braccio tecnologico dei Naspers’ fintech), Stripe, Visa

– Tecnologia e mercati: Booking Holdings, eBay, Facebook/Calibra, Farfetch, Lyft,

Mercado Pago, Spotify AB, Uber Technologies, Inc.

– Telecomunicazioni: Iliad, Gruppo Vodafone

– Blockchain: Anchorage, Bison Trails, Coinbase, Inc., Xapo Holdings Limited

– Capitale di rischio: Andreessen Horowitz, Breakthrough Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital, Union Square Ventures

– Organizzazioni senza scopo di lucro, organizzazioni multilaterali e istituzioni accademiche: Laboratorio di distruzione creativa, Kiva, Corpo della Misericordia, Mondo Bancario Femminile

Nei prossimi mesi, l’associazione recluterà altri membri e fondi per diversificare e sostenere ulteriormente la rete: il lancio dell’ecosistema Libra è previsto per la prima metà del 2020.

Come primo passo, il codice per la Libra Blockchain è disponibile da oggi sotto una licenza Apache 2.0.

Calibra
Ogni membro della Fondazione dovrà investire almeno dieci milioni di dollari e in cambio avrà diritto di voto sulle decisioni riguardanti la rete di criptovaluta. Passata la fase inziale, Facebook sarà un membro come gli altri, e per questo ha creato una sussidiaria, Calibra, che svilupperà servizi e prodotti finanziari legati alla rete Libra. Ci sarà un portafoglio digitale per la moneta Libra, che permetterà agli utenti di trasferire fondi l’uno all’altro, oltre a conservare le loro monete localmente.

In particolare, i clienti potranno accedere alle funzionalità del portafoglio con un’app su iOS e Android, o attraverso Messenger e WhatsApp, che oggi superano il miliardo di utenti. E in realtà, non sarà necessario essere iscritti al social network per usare Libra.

Calibra è registrata come azienda di servizi finanziari presso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e sta ora lavorando per ottenere le licenze per il trasferimento di fondi. La sussidiaria intende anche seguire le linee guida emesse dalla Financial Action Task Force e da altre autorità nazionali di regolamentazione, e non condurrà affari in giurisdizioni che vietano le criptovalute. “Calibra si impegna a tenere le attività illecite fuori dalla piattaforma e a lavorare con le forze dell’ordine a livello globale”, dichiara la scheda informativa.

Alla sussidiaria di Facebook spetterà anche il compito di verificare l’identità di chi usa la criptovaluta. Tuttavia i dati finanziari e i profili dei social media non saranno collegati. “Il protocollo Libra non collega i conti a un’identità del mondo reale”, si legge nel white paper. “Un utente è libero di creare più account generando più coppie di chiavi”. Il portafoglio di Calibra utilizzerà procedure di verifica e antifrode simili a quelle attualmente utilizzate da banche e fornitori di carte di credito, oltre a sistemi per monitorare i conti alla ricerca di comportamenti insoliti al fine di prevenire attività fraudolente.

L’anno che verrà
Intanto, un video mostra come i clienti sarà possibile inviare rapidamente denaro tra persone: non più difficile di condividere una foto. Si intravede una schermata che mostra come a essere condivise siano monete Libra, ma l’app mostra anche l’equivalente in valuta locale. All’inizio pare sia previsto solo il trasferimento di fondi tra persone: in seguito Calibra prevede di espandere i propri servizi per consentire ai clienti di pagare bollette e acquistare beni o servizi. Ovunque è accettata una carta Visa o Mastercard, sarà possibile usare Libra: per le principali aziende tecnologiche e istituzioni finanziarie che sostengono il progetto, questo potrebbe significare l’accesso a un numero enorme di clienti, e non è difficile immaginare perché il progetto, sia pur con la sua enorme ambizione, potrebbe davvero avere successo. Ma da qui al lancio, non è detto che Amazon o Apple non sviluppino sistemi alternativi di pagamento; non è sicuro che le banche centrali accolgano con favore l’idea di una moneta decentralizzata; e non è affatto scontato che Stati e Organizzazioni permettano a Zuckerberg di diventare ancora più ricco e potente di quanto non sia oggi.

fonte: LASTAMPA.it

Condividi:
  • 29
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato da Filippo Piccini sito web realizzato da Riccardo Spadaro

Log in with your credentials

Forgot your details?