Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina. L’Italia batte la Svezia per 47 voti a 34

L’Italia si prende le Olimpiadi che sono riuscite a metterla insieme e festeggia con il coro che ha accompagnato l’Italia ai Mondiali del 2006, il «porooopopoo» dei White Stripes, ormai patrimonio delle curve. Del resto nella delegazione c’è anche il ct Lippi. Milano-Cortina batte Stoccolma-Aare con un appoggio trasversale: governo e opposizione sulla stessa linea, tre regioni coinvolte e appoggi da ogni lato del Paese.

La sfida parte sulle scale mobili dello Swiss Tech Convention Center con le bandiere. Prima la Svezia timida, poi l’Italia convinta con un gran sventolare di tricolori (senza orrende bacchette di plastica). E i rivali rivedono la coreografia: al secondo giro, molto più rumorosi, con la principessa a dare il cinque ai delegati in parata. Entusiasmo che si gela una volta in sala.

La loro presentazione molto tecnica, centrata su Stoccolma e i palazzetti, già pronti, la tradizione per gli sport invernali e un accenno dei tanto temuti Abba. Solo che li evoca la sindaca di Stoccolma con un recitato di «Dancing Queen» che non trascina e non diverte. Resta un po’ lì, appesa, un tocco di umorismo in un discorso che loro hanno scelto di mettere su un tono serissimo. Eppure la carta dance se la potevano giocare meglio, quella canzone ha una sua storia olimpica, protagonista della cerimonia di chiusura di Sydney 2000 in una versione coinvolgente di Kylie Minogue.

Invece nulla, note buttate a caso, poca emozione e partecipazione e un finale quasi minaccioso con Gunilla Lindberg, l’equivalente di Malagò per la loro candidatura che sfida l’assemblea: «Il Cio è davvero pronto alle nuove norme o sono solo parole?». Il gelo. Non tanto per la provocazione che tenta di ribaltare le svariate richieste di garanzie fatte dalla commissione alla Svezia e alla sua candidatura fin troppo elastica, ma perché Lindberg è parte del Cio, è nell’esecutivo e sembra si rivolga a un mondo alieno invece che al proprio.

L’Italia entra in gioco a questo punto e sfrutta pure un po’ dell’onda avversaria. Atmosfera tesa spezzata dai duetti italiani, freschi e non più così concentrati sul dossier, già presentato nella mattinata. Video firmato dal maestro di cerimonie Balich che schiaccia tutti i tasti dell’empatia ed esibisce il nostro meglio da Leonardo da Vinci allo stellato Cracco, con pausa sulla passerella di Armani. Italia da esportazione, quella che ha già avuto il consenso altrui, a sostegno di quella che deve essere votata. Poi le atlete, Goggia e Moioli in tandem spigliate e divertite, in slalom come fossero sulla neve, una sugli sci e l’altra sullo snowboard. Iniettano energia dentro i discorsi politici.

Mattarella i video e il premier Conte dal vivo. Tutti danno appoggi espliciti e il presidente parla del sostegno, mentre Giorgetti risponde in perfetto francese alle domande sugli investimenti in un posto a crescita zero. L’Olimpiade regge allo stato delle nostre finanze e alle liti con l’Europa e ai cambi di rotta. Vive di vita propria. Vince. E stavolta gli Abba tornano nel ritornello del sottosegretario Giorgetti: «The winner takes it all». Stonare non è più un problema.

fonte: LASTAMPA.it

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