25 giugno 1950: scoppia la Guerra di Corea

Centomila soldati nord-coreani attraversano il 38° parallelo travolgendo le truppe sud-coreane di confine. Due giorni dopo il presidente Truman annuncia l’intervento armato degli Stati Uniti e il 28 giugno l’ONU approva l’impiego della forza contro la Corea del Nord. Nei primi mesi di guerra le forze ONU, sotto il comando USA, avanzarono rapidamente contro i nord-coreani, ma in ottobre lo schieramento dell’esercito cinese forzò gli alleati alla ritirata generale.

I colloqui di pace iniziarono il 10 luglio. Due anni dopo, il 27 luglio 1953, la fine dei negoziati sancirà il ritorno alla situazione precedente il conflitto, con il confine stabilito sul 38° parallelo: la guerra di Corea terminava senza vincitori né vinti. Dopo l’armistizio si tentò di organizzare una conferenza internazionale per risolvere definitivamente la questione coreana. Ma i lavori si fermarono già al secondo giorno. Era la primavera del 1954 e, da allora, nulla è cambiato nei rapporti tra i due Paesi; anche se gli storici recenti incontri tra i leader dei due Stati, nonostante l’attuale stallo delle trattative, fanno ben sperare in una possibile risoluzione definituva al conflitto ufficialmente ancora aperto.

Le perdite in termini di vite umane furono ingenti. Morirono 1,5 milioni di civili, di cui 1 milione nordcoreani e 500 mila sudcoreani. Tra i militari si contarono 54 mila caduti statunitensi, 415 mila sudcoreani, 110 mila cinesi e circa 9 mila tra le altre nazioni intervenute come ONU.

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