CAROLA RACKETE COME OSKAR SCHINDLER

Il paragone potrebbe risultare azzardato ed occorre, ovviamente, tenere conto delle dovute differenze, ma se si pensa ai campi libici come ai campi di concentramento nazisti (stando alle testimonianze non sono così diversi) e si vede la nave Sea Watch come la fabbrica in cui Oskar Schindler nascondeva gli ebrei per non farli deportare, il riferimento risulta purtroppo tristemente veritiero.

L’Italia e il mondo intero si sono fermati per qualche giorno a guardare l’indegno spettacolo subìto da chi, con a bordo 42 persone soccorse in mare dopo essere passate per torture fisiche e psicologiche di ogni tipo ed al limite ormai persino dell’autolesionismo, non avendo il permesso di farle scendere nel porto sicuro più vicino per essere finalmente soccorse, veniva bloccata dalle autorità italiane e quasi linciata al suo arrivo a terra.

Così come oggi chi “ha infranto la legge deve essere arrestata”, un tempo non troppo lontano anche non denunciare gli ebrei, vigenti le leggi razziali, era un reato.

Dire che se si va contro la legge si è dalla parte del torto sempre e comunque è sbagliato perché bisogna vedere chi è che ha fatto queste leggi e per quale motivo. Nel caso della Sea Watch, la ragione per cui si è arrivati a dover attraccare forzatamente in queste condizioni è perché il decreto sicurezza bis, approvato neanche un mese fa tra mille polemiche interne anche al governo stesso, prevede non si possa neanche transitare nelle acque territoriali italiane se si è una ONG che ha recuperato delle persone in mare.

Quindi, la legge infranta, ricordiamoci in un Paese dove non c’è nessuna emergenza immigrazione e le criticità sono ben altre, è in realtà un decreto fatto in fretta e furia, sotto campagna elettorale, soltanto per alimentare ulteriormente l’odio ed il presunto pugno di ferro. Dico “presunto” perché è un dato di fatto che, mentre eravamo tutti concentrati nell’attesa dell’attracco della nave della ONG, nel porto continuavano a sbarcare altri migranti su imbarcazioni di fortuna, e da quanto si apprende dallo stesso sindaco di Lampedusa, sembra essere questa una pratica comune che va avanti da mesi.

Cioè, ci rendiamo conto? Mentre tutti quanti stavamo sindacando su ciò che sarebbe stato giusto o sbagliato fare per far sbarcare questi migranti o meno, nello stesso porto ne arrivavano altri con mezzi propri che sono tranquillamente scesi a terra senza nessuna (o quasi) telecamera ad inquadrarli e giornali nazionali a sentenziare titoloni ad effetto.

Così come può sembrare assurdo che lo stesso che ora invoca la forca per non aver rispettato le sacre leggi dello Stato italiano, oltre ad aver dichiarato alcuni anni fa che se una legge è ingiusta è lecito infrangerla, nei mesi scorsi veniva salvato da un processo per sequestro di persona nel “caso Diciotti” utilizzando la sua immunità da parlamentare e Ministro. É fuggito di fatto di fronte alla legge ed al processo che la magistratura avrebbe dovuto portare avanti. Il principio allora invocato fu che le motivazioni per le quali si trovò ad infrangere quella legge, e quindi a dover autorizzare il sequestro delle persone, erano talmente nell’interesse degli italiani che si sarebbe potuto chiudere un occhio ed eludere le responsabilità.

Chissà se tra qualche tempo diremo che questo governo “ha fatto anche cose buone” così come lo si dice oggi del ventennio fascista.

Senza entrare nel merito di quest’ultimo, c’è da dire che alcune cose buone sono state fatte e si stanno facendo, ma soltanto per quanto riguarda il mondo del lavoro. Si stanno attuando politiche di sinistra, o meglio, che la sinistra dovrebbe attuare, ma che a causa dell’eccessivo liberismo del quale è ormai pervasa, non prende neanche in considerazione. Il problema però è che, così come appunto nel ventennio, il prezzo da pagare in termini di civiltà e diritti è talmente elevato che qualsiasi passo in avanti viene annullato da questi enormi passi indietro. L’ultima notizia a riguardo è l’intenzione di costruire un muro al confine con la Slovenia per non far arrivare i migranti dalla rotta balcanica (apprendiamo quindi adesso che arriverebbero in Italia anche da lì). Direi che non è necessario aggiungere altro.

Filippo Piccini

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