Tusk // Kevin Smith

In bilico tra l’orrore più macabro e la follia che albeggia nelle menti dei folli, si colloca quella stravagante ombra nella quale brulica il grottesco. Qui danzano, vivono e si moltiplicano le visioni forsennate che hanno ispirato molti geni, talvolta incompresi. Il grottesco è uno specchio che deforma la realtà, o forse ne rispecchia la vera essenza.

Infilando le mani alla cieca in questa piccola feritoia mi sono imbattuta in Tusk, titolo che inseguivo da qualche tempo. Confesso di essere sobbalzata quanto ho trovato questo stravagante titolo su Amazon Prime Video! Ma di cosa parla Tusk?

Il film del 2014 diretto da Kevin Smith (Red State) inizia come le tante commediole scontate americane. Due amici Wallace (Justin Long) e Teddy (il redivivo Haley Joel Osment) conducono un programma di dubbio gusto su una web radio. Wallace, perennemente a caccia di storie bizzarre e folli da trascinare sulla pubblica piazza, parte per il Canada per intervistare un ragazzo che in un video postato su You Tube si è letteralmente tranciato via una gamba con una katana. Troverà invece, nel cesso di un locale, un annuncio. Fiutando un’ottima storia da portare in radio, Wallace raggiunge l’indirizzo trovato sull’annuncio. Nella casa, sperduta tra le foreste canadesi, troverà un vecchio con molte storie da raccontare.

Da qui in poi la storia si trasforma, e il termine è decisamente appropriato! Howard Howe (Michael Parks) è un vecchio apparentemente solo e squinternato, ma la sua mente brulica di follia.

Howard Howe è un pazzo maniaco? Si e no. In lui c’è una commistione di emozioni, desideri, deliri e vecchi rimorsi che lo portano a cercare una sorta di redenzione. Un vecchio e il mare in chiave maniacale, dove la ricerca della felicità perduta passa attraverso mutilazioni e deformazioni.

Tusk disturba, ma lascia anche stranamente storditi. Una storia brutale, ma a suo modo quasi poetica. Il grottesco nasconde infatti sempre una sofferenza, una mostruosità dietro la quale si cela una profonda solitudine e l’impossibilità di essere amati e compresi da chi è apparentemente normale.

Nel film appare anche Johnny Depp in un simpatico cameo!

Guardate Tusk rigorosamente a stomaco vuoto, ma pieni di attenzione perché dietro i punti di sutura, le amputazioni e le urla si nasconde la vera essenza di questo film.

Buona Visione

Serena Aronica

Condividi:
  • 52
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2019 virgoletteblog.it ideato e realizzato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?