Il veliero Alex a Lampedusa: sbarcano 41 migranti. Mezzo sequestrato, equipaggio indagato

Il veliero Alex della Ong Mediterranea, con a bordo 41 migranti, ha forzato il blocco ed è entrata nel porto di Lampedusa affiancato da una imbarcazione della Guardia di Finanza. «Non autorizzo nessuno sbarco di chi se ne frega delle leggi italiane e aiuta gli scafisti. E’ in corso un attacco contro l’Italia e contro di me» ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In tarda serata il Viminale fa sapere che i migranti sbarcano a terra per effetto del sequestro penale disposto di iniziativa dalla Guardia di Finanza aggiungendo che l’equipaggio è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Con le Ong è scontro: «La nave dei centri sociali, che a quest’ora sarebbe già arrivata a Malta che aveva dato la disponibilità di un porto sicuro, infrange la legge, ignora i divieti ed entra in acque italiane. Le Forze dell’ordine sono pronte ad intervenire – aveva detto nel pomeriggio Salvini-, vediamo se anche in questo caso la giustizia tollererà l’illegalità: in un Paese normale arresti e sequestro della nave sarebbero immediati. Questi non sono salvatori, questi sono complici dei trafficanti di esseri umani». Secondo il Viminale inoltre ieri sono stati consegnati 400 litri di acqua potabile poi rifiutati.

Le motovedette all’ingresso del porto hanno chiesto al capo missione Erasmo Palazzotto di fermarsi, ma il parlamentare avrebbe spiegato che lo stato di necessità non consentiva di attendere oltre e che lo sbarco era diventato inevitabile a causa della situazione igienico-sanitaria. A bordo della barca, una delle tre che hanno fatto rotta verso le coste italiane, erano anche terminate le scorte d’acqua.

Lo sfogo di Salvini: mi sento un po’ solo
«Discuteremo della presenza di navi militari italiane nel Mediterraneo: domando ai vertici delle forze armate se la difesa dei confini italiani è un dovere o è un di più – ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini in una diretta Facebook -. Ogni tanto mi sento un po’ solo» ha aggiunto il vice premier che ha chiesto l’intervento del ministro della Difesa e del ministero dell’Economia che hanno la responsabilità della Marina e della Guardia di Finanza: «Vorrei che fossero al mio fianco».

Seehofer scrive a Salvini, cambi idea sui porti chiusi
Il ministro degli Esteri tedesco Horst Seehofer ha scritto al collega Salvini, chiedendo di rivedere la sua politica migratoria. «Ti chiedo urgentemente di riconsiderare la tua posizione sulla chiusura dei porti italiani. Le imbarcazioni che salvano i migranti non dovrebbero essere lasciate a vagare nel Mediterraneo, qualunque esse siano», ha aggiunto il ministro tedesco, riferendosi alle ong.

Altre due imbarcazioni si dirigono verso l’Italia. «Abbiamo urgentemente bisogno di un porto sicuro – scrive in un tweet Sea Eye sulla situazione della Alan Kurdi, ancora fuori dalle acque territoriali-. Stiamo aspettando in acque internazionali al largo dell’isola di Lampedusa – sottolinea – La guardia di finanza è venuta di persona per consegnare il decreto di Salvini: il porto è chiuso».

La Ong attacca: «Non siamo intimiditi da un ministro dell’interno ma siamo diretti verso il più vicino porto sicuro. Si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo». Delle 65 persone salvate a bordo della Alan Kurdi, riferisce la Ong tedesca, 39 sono minorenni, il più giovane ha 12 anni. In 48 sono fuggiti dalla Somalia. Uno di loro ha raccontato di essere partito tre anni fa e di aver impiegato tre mesi per attraversare il deserto. Durante la traversata ha perso un amico, ucciso al confine con la Libia.

La Germania intanto annuncia di essere pronta ad accogliere alcuni dei migranti che si trovano a bordo delle due navi delle ong al largo di Lampedusa. La conferma arriva dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer: «Sia nel caso della Alan Kurdi che nel caso di Alex siamo pronti, nell’ambito di una soluzione solidale europea, a prendere alcune delle persone salvate», ha detto.

Una terza nave fa appello all’Italia. «In queste condizioni, nel pieno rispetto del diritto internazionale, delle Convenzioni marittime e delle linee guida dell’Imo, abbiamo appena reiterato la richiesta di assegnazione del porto sicuro piu’ vicino di Lampedusa come Place of Safety», afferma Mediterranea saving humans.

fonte: LASTAMPA.it

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