Voto anticipato in Grecia, exit poll: maggioranza al centrodestra. Sconfitta l’austerità di Tsipras

Affermazione più che netta per i conservatori greci di Nea Dimokratia, guidati da Kyriakos Mitsotakis. Secondo i primi exit poll il partito alle elezioni politiche di oggi ha conquistato fra il 38,5 e il 41,5% dei consensi. Una sconfitta senza appello per il premier uscente, Alexis Tsipras, che con Syriza si ferma a un deludente 27-30%, lontano anni luce dal 36,3% conquistato nel settembre 2015. Terzo partito a entrare nel parlamento ellenico è Kinal, dove sono confluiti molti socialisti del Pasok ed elementi moderati, che conquista il 6-8%. Quasi dieci milioni i cittadini che hanno votato per la prima volta da quando la Grecia ha evitato la bancarotta per eleggere i 300 deputati del parlamento di Atene: secondo un sistema elettorale in vigore per l’ultima volta, il primo partito otterrà automaticamente un bonus aggiuntivo di 50 deputati.

Secondo gli exit poll il Partito comunista KKE passa la soglia del 3% per entrare in parlamento e rappresenta la quarta forza politica del Paese. Più ardua l’impresa per i neonazisti di Alba Dorata, che oscillerebbero fra il 2,8 e il 4,8% indeciso calo rispetto al 2015. Lotta per entrare in parlamento Mera25, il partito dell’ex ministro delle Finanze, Yannis Varoufakis, che oscilla fra il 3 e il 5%. Le prime proiezioni attendibili dovrebbero arrivare alle 20 ora italiana. Da quelle sarà anche possibile fare una previsione su quanti seggi le forze politiche riusciranno a ottenere in parlamento.

Tsipras paga la severa austerità
Il premier uscente Alexis Tripras e il suo partito di sinistra Syriza sono accusati dagli elettori di aver imposto l’austerità alla popolazione già in difficoltà per la crisi. È stato il punto di non ritorno per il partito, che ha accompagnato il Paese nelle difficoltà economiche e in una lenta ripresa, dopo che ha schivato la bancarotta e affrontato il piano di prestiti internazionali. Dopo la grave crisi del 2010, il giovane leader della sinistra radicale Tsipras era stato eletto nel gennaio 2015 sulla promessa di metter fine all’austerità: impegno disatteso, sotto la pressione dei creditori internazionali, che l’ha spinto ad accettare il piano di salvataggio e le relative severe misure per evitare l’uscita dalla zona euro.

fonte: LASTAMPA.it

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