Uomini di parola // Fisher Stevens

Settembre è un vecchio amico, un po’ stanco e acciaccato, ma pieno di poesia. Settembre è il mese che paziente attende la fine eclatante dell’estate, per accompagnarla nella sua ultima folle corsa verso il baratro dell’autunno. Due compari di lunga data, due amici che sanno come andrà a finire ma nonostante tutto ingannano il tempo divertendosi. Ed eccomi allora a consigliarvi un film che secondo me incarna alla perfezione questo momento di declino, non privo di fascino, ovvero “Uomini di parola” (Stand Up Guys) film del 2012 diretto da Fisher Stevens.

Val (il sempre magnetico Al Pacino) esce di prigione dopo aver scontato ventotto anni di reclusione. Anni di gattabuia in cui non ha mai vuotato il sacco sui suoi complici. Ad aspettarlo fuori dalle sbarre Doc (un malinconico Christopher Walken), l’unico amico/complice che è sempre rimasto in contatto con lui.

Gli anni di reclusione hanno affamato di vita Val, che smania per addentare la città che lo circonda. Doc lo asseconda, mascherando malamente una profonda indolenza. Val è una mina pronta a esplodere, Doc una vecchia granata con alte probabilità di fare cilecca. Una notte folle costellata di sesso, droga, colpi di pistola e gag malinconicamente divertenti. Al duo si unirà, in una fiammata finale, anche il terzo compare Hirsch (Alan Arkin).

Le ore scorrono incessantemente, e ben presto l’euforia iniziale di Val vira verso riflessioni più profonde, scure come la notte. L’amicizia, l’onore, l’amore…

Nei ventotto anni trascorsi dietro le sbarre Val ha capito e dimostrato di voler essere un “uomo di parola”, Doc dovrà capirlo in una sola notte.

“Uomini di parola” è un film con un cast eccezionale e intriso di malinconia. Il tempo è già andato, ha già consumato le loro vite e gli lascia un’unica notte per capire come corollare la loro esistenza.

Una pellicola che non mira ad avere grandi pretese, ma regala momenti di vero divertimento e spunti di riflessione sulla vita molto intensi. Al Pacino e Christopher Walken sono poi calamite capaci di attrarre senza possibilità di fuga.

Anche l’animo più assopito, stanco e vinto come quello di Doc, quando i chewingum sono finiti può ancora scegliere di “spaccare qualche culo”.

Buona Visione!

Serena Aronica

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