Conte incassa la fiducia di Cernobbio: “Ora torniamo a contare in Europa”

conte premier

L’Italia ai tempi del Conte Bis mantiene i suoi problemi, ma guadagna in benevolenza. Imprenditori e manager riuniti a Cernobbio per il Forum Ambrosetti mostrano molta più fiducia sulla situazione rispetto a un passato anche recente: un anno fa la maggioranza aveva basse aspettative (il 35,3%), oggi il 35,9% si colloca su un livello medio, il 22,8% su uno alto. Su una scala da 1 a 9, la maggioranza relativa giudica il governo Conte tra livello 5 (23,7%) e 6 (16,7%). In attesa del voto parlamentare, arriva la fiducia di Cernobbio, perfino con «un’euforia pericolosamente eccessiva», commenta un banchiere. A tradurre questo stato d’animo, a quanto riportano alcuni partecipanti al convegno a porte chiuse, è l’ex premier Mario Monti.

«È l’ora del ritorno dell’Italia in Europa, era diventata il cavallo di Troia delle forze anti-europee. Bravo è stato Mattarella nel gestire il caso Di Maio con la Francia», quando portò solidarietà ai gilet gialli, che al tempo mettevano a ferro e fuoco Parigi. E il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, anch’egli a Cernobbio, non infierisce: «Noi non personalizziamo le situazioni». E bravo, continua Monti, è stato a «impuntarsi su un ministro che non andava bene», quando Lega e 5 Stelle volevano Paolo Savona all’Economia, salvo poi dirottarlo agli Affari Europei e di lì in Consob. Altri tempi, altro governo. Ora in Europa torniamo con Paolo Gentiloni, commissario prossimo venturo. E sul punto, un altro ex premier, Romano Prodi, è fulminante. «Non era l’unico da mandare, ma va benissimo, dico bene?», dice, raccontano, guardando Enrico Letta. Sul punto dell’Italia Prodi, in gran spolvero, in buona sostanza dice che il Paese deve recuperare ora il suo posto in Europa, dove ha sempre fatto da collante tra i motori dell’Ue, Francia e Germania. «Il governo – è il suo ragionamento – è caduto sull’Europa, un punto dirimente: ora è importante che recuperi il suo ruolo centrale».

Anche la Grecia, ex grande malata, oggi tende la mano all’Italia. L’ex premier Alexīs Tsipras sogna un fronte progressista che vada dalla sinistra-sinistra al centrosinistra. Nel frattempo, dice, «questo governo è il meglio che possiamo avere e con esso possiamo lavorare meglio. Sono favorevole a un rilancio di politiche come EuroMed7, per il dialogo tra Paesi mediterranei». In terrazza Tsipras parla fitto con il francese Le Maire. «Il popolo italiano attende dei risultati – dice il ministro francese agli imprenditori -. L’Italia non si è ancora risollevata dalla crisi del 2008. Il solo modo per andare avanti è cambiare questa situazione, serve coraggio per prendere decisioni difficili, come abbiamo fatto noi in Francia». Venerdì ha sentito per telefono il suo neo omologo italiano, Roberto Gualtieri «e conto di incontrarlo al più presto». Il nuovo governo, dice, «è un’opportunità unica per dare nuovo slancio alle relazioni italo-francesi», con l’Italia «condividiamo visioni e interessi». Ma quando gli chiedono se ora dall’Europa daranno più flessibilità a Roma risponde così.

«Penso sia saggio attendere le decisioni del governo italiano sulla legge di Bilancio per il 2020. Non ho consigli da dare. Voglio solo ricordare che i membri dell’Eurozona sono 19, e abbiamo tutti le stesse regole». La benevolenza c’è, ma nessuno scorda i problemi dell’Italia. Se Le Maire non scorda i nostri guai, l’ex banchiere centrale Vítor Constâncio, mentre sullo schermo scorrono i dati sul Pil pro capite che avanza col passo più lento d’Europa, sottolinea alla platea come il problema italiano sia la produttività troppo bassa, e questo perché non si investe abbastanza. Se non si investe, e non riparte la crescita, riprende fiato il populismo. Un populismo che si riaffaccia anche a Cernobbio, con i capelli candidi dell’olandese Geert Wilders. «Voi – dice -criticate Salvini e Le Pen, ma sono persone che hanno coraggio e lo hanno dimostrato parlando contro il rischio di islamizzazione dell’Europa». Monti lo rassicura, sul punto: «Nessuno ha mai impedito a Salvini di parlare da qualunque location». Il solo riferimento concesso all’estate del Papeete, che Cernobbio prova ad archiviare.

fonte: LASTAMPA.it

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