A Malta il primo accordo dei ministri Ue: migranti redistribuiti in modo automatico

lamorgese malta

A Malta, l’accordo su come redistribuire i richiedenti asilo è stato raggiunto come previsto. Francia, Germania, Malta e Italia formano un quartetto di Paesi che intende superare il Regolamento di Dublino. Ma le ambizioni sono maggiori: entro l’8 ottobre, quando se ne discuterà in Lussemburgo tra 28 ministri dell’Interno, molti altri Paesi europei «volenterosi» dovrebbero aggiungersi. La Finlandia, ad esempio, presidente di turno del Semestre, ci sarà. Altri, è da vedere. Negli ultimi due anni, con formazioni molto variabili, sono stati 15 i Paesi europei che hanno concesso qualche disponibilità. Mai quelli di Visegrad, la Polonia, e altri baltici.

Finché non sarà chiaro, però, quanti e quali Paesi della Ue aderiranno a questo programma per la redistribuzione dei richiedenti asilo che vengono recuperati in mare e sbarcati a Malta o in Italia, non è possibile quantificare neanche le quote di ciascun Paese. «La novità c’è», riconosce il nuovo ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. «Non ci lasciano più soli. Anche prima accadeva di ottenere la redistribuzione tra Paesi volenterosi. Ma in futuro sarà un meccanismo automatico e obbligatorio».

È in queste due parole che si cela la grande soddisfazione italiana. Aiutarci non sarà più una graziosa concessione, bensì un dovere. Ma è evidente già dalle parole dei ministri Horst Seehofer (Germania), molto criticato in patria per queste aperture, e Cristophe Castaner (Francia), che il clima verso il Conte bis è diverso dal passato, amichevole e bendisposto. «Non possiamo lasciare soli Italia e Malta», dice il ministro tedesco. «Chi non ci starà, si prenderà le sue responsabilità», gli fa eco il collega francese. Ed è soddisfatto anche Michael Farrugia, ministro maltese dell’Interno: «L’accordo tra noi è stato raggiunto; ora ci rivolgiamo agli altri. Vale il principio che nessuno Stato dev’essere lasciato solo».

La sostanza dell’accordo (valido 6 mesi e rinnovabile), che dovrà essere discusso formalmente tra quindici giorni in Lussemburgo, è che i richiedenti asilo sbarcati in Italia o Malta, tutti, senza distinzioni, sosteranno al massimo 4 settimane negli hotspot di sbarco per poi ripartire. Nel frattempo, saranno fotosegnalati e sarà avviata la pratica per l’asilo internazionale. Quando però lo straniero andrà nel Paese europeo di «ricollocamento», lì continuerà la pratica aperta in Italia, lì eventualmente avrà lo status oppure no, lì si deciderà anche sull’eventuale rimpatrio. Con oneri e spese a carico della Commissione europea e del Paese di accoglienza.

Obiettivo italiano è che il 90 per cento dei richiedenti asilo siano ricollocati. E non sarà una misura fatta su misura per le Ong, ma varrà anche per chi sia recuperato in mare da un peschereccio, da una nave mercantile, o dalla nostra Guardia costiera. Restano fuori solo quelli che approdano autonomamente sulle nostre coste (sono la maggioranza, al momento) e sono perlopiù tunisini, passibili di rimpatrio veloce.

Fino all’ultimo, l’Italia ha insistito anche per una rotazione dei porti di sbarco, ma il massimo che si è ottenuto è che questa rotazione potrà avvenire su «base volontaria». Poco male, pensano al Viminale, perché se poi davvero funzionerà la «ricollocazione» nel giro di 4 settimane, partiranno quasi tutti.

Di Maio e il dossier libico
Ovvio che l’accordo funzionerà anche e soprattutto se dalla rotta libica giungeranno poche persone. Per questo motivo il governo non molla sugli accordi con la Guardia costiera libica. Li ha elogiati Giuseppe Conte, due giorni fa. Di nuovo, ieri, la ministra Lamorgese: «Gli accordi con la Libia li teniamo. Stiamo lavorando bene con la loro Guardia costiera che fa un gran lavoro. Il nostro obiettivo è che arrivino in Italia in sicurezza e anche per questo dovremo pensare a un sistema di quote e corridoi umanitari».

A New York, a margine dell’assemblea generale dell’Onu, Di Maio incontrerà alcuni colleghi dei Paesi del Mediterraneo per discutere del dossier libico. Ieri ha iniziato con Algeria e Tunisia.

fone: LASTAMPA.it

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