Le ali della Libertà // Frank Darabont

le ali della libertà film poster

La libertà sono un paio di ali capaci di farci volare alto, ma che troppo spesso quasi ignoriamo. Diamo per scontata la libertà, anzi talvolta pensiamo di esserne privi. Ci sentiamo ingabbiati dalla società, dagli impegni quotidiani, dalla famiglia e qualche volta anche da noi stessi. Eppure siamo liberi di vivere, di sperimentare la nostra vita e di dare corpo ai nostri sogni.

Si dice che per comprendere qualcosa fin dentro il midollo è indispensabile sperimentarla. Onestamente non mi auguro, e non vi auguro, di provare sulla pelle la privazione della libertà. Per sfiorare questa triste e spaventosa condizione, smettendo di dare per scontata la libertà, il mondo del cinema ha affidato all’eternità dei capolavori come Papillon, Fuga da Alcatraz e lo struggente Le ali della Libertà.

Proprio quest’ultimo è il film che mi sento di consigliarvi… e ora scopriremo insieme il motivo.

Le ali della libertà è un film del 1994 e segna il debutto sul grande schermo del regista Frank Darabont. Il film è un adattamento del racconto breve Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank del Maestro del Brivido Stephen King e contenuto nella raccolta di racconti Stagioni Diverse.

Tutto inizia negli anni ’40, nel Maine. Andy Dufresne (Tim Robbins), uno stimato vice-direttore di banca, viene accusato di aver brutalmente assassinato la moglie e l’amante. Nonostante si professi, gelidamente, innocente viene condannato al carcere a vita. Per Andy si aprono le oscure porte del penitenziario di Shawshank. Oltre le grigie e spesse mura del carcere, Andy si scontra con una realtà ben diversa da quella conosciuta nella vita reale. Il carcere ha le sue regole, le sue gerarchie e gronda violenza. Sotto lo sguardo indifferente e profittatore del direttore Samuel Norton (Bob Gunton), Andy è vessato e brutalizzato dal capitano delle guardie Byron Hadley (Clancy Brown) e dalle “sorelle”, un gruppo di detenuti che praticano selvaggi pestaggi e stupri.

In questo scenario da incubo, Andy scoprirà il profondo valore dell’amicizia con Red (Morgan Freeman), il contrabbandiere del penitenziario.

Nelle viscere del carcere, dove la luce sembra arrivare lattiginosa e ovattata, un uomo può perdere se stesso. Un uomo può finire per aggrapparsi a quelle mura grigie, può persino finire con l’amarle. Il carcere istituzionalizza e strappa via agli uomini la convinzione di poter esistere fuori di esse. Qualsiasi uomo, ma non Andy. A lui non potranno mai portare via la speranza.

Le ali della libertà è un film struggente che a tratti serra la gola dello spettatore. La disperazione strisciante lambisce non solo i protagonisti della vicenda, ma anche chi la guarda apparentemente da un punto lontano. Eppure è anche un grido di libertà. Attraverso lo sporco, la brutalità, il degrado è ancora possibile sperare.

La carne può essere piegata, sfregiata e torturata. L’animo umano può al contrario sopravvivere. Andy e Red, attraverso l’amicizia, riescono a sopraffare la crudeltà carceraria ritrovando le proprie ali e spiegandole verso la libertà.

Buona Visione

Serena Aronica

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