Migranti. 6 anni fa il naufragio di Lampedusa: 368 vittime, 20 dispersi

Trecentosessantotto vittime, venti dispersi, 155 superstiti tra cui 41 minori, la gran parte non accompagnati. Una delle più grandi tragedie del mare consumatasi a un passo dalla salvezza, a mezzo miglio da terra.

Oggi Lampedusa, e non solo, fa memoria di quella strage del 3 ottobre 2013. Stanotte, alle 3.30, ora del dramma, il silenzioso omaggio al memoriale che riporta i nomi delle vittime. Allora si disse “mai più”, ma altre tragedie si sono susseguite fino ai nostri giorni. Tra le iniziative più significative, stamane, la marcia fino alla Porta d’Europa, per sollecitare da questa ‘frontiera’ l’impegno compatto dell’Ue.

Non solo Lampedusa, quindi, dove continuano gli sbarchi. In trenta città europee sono state organizzate iniziative per promuovere la petizione che mira a richiedere alle istituzioni dell’Ue che il 3 ottobre, Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione, diventi la “Giornata europea della memoria e dell’accoglienza”.

Studenti di 60 scuole a Lampedusa
Tutte le iniziative sono promosse nell’ambito del progetto comunitario Snapshots from the Borders, che vede proprio il comune di Lampedusa e Linosa quale ente capofila. E nell’isola sono approdati più di duecento studenti di 60 scuole, provenienti da 20 paesi europei, per un progetto supportato da Unchr, Oim, Medici senza frontiere, Save the children, Amnesty International, Associazione nazionale vittime civili di guerra, Cisom, Legambiente Lampedusa, Esther Ada. “Siamo sulla stessa barca” è lo slogan. Si confrontano con alcuni dei superstiti, dando vita a laboratori internazionali su diritti dei migranti e dei rifugiati, soccorsi in mare, razzismo e discriminazione.

Giornata nazionale vittime dell’immigrazione: tante le iniziative nelle 30 città europee
E in ognuna delle città europee coinvolte previsti vari tipi di iniziative (eventi culturali, documentari, dibattiti, mostre, flash-mob, concerti, punti di raccolta delle firme) finalizzate a sensibilizzare i cittadini sui diversi aspetti legati al fenomeno migratorio. Fra gli eventi più significativi ad Amsterdam tre imbarcazioni di Rederij navigano lungo i canali della città con a bordo i “capitani rifugiati”, a raccontare le loro storie personali; a Vienna ed a Berlino viene esposta una riproduzione della Porta d’Europa, uno dei simboli di Lampedusa; a Lisbona flash mob nel luogo dell’evento verrà allestito uno scenario che riproduce un grande muro che un gruppo di ballerini distruggerà per poi invitare il pubblico a costruire un ponte con gli stessi materiali; a Mostar un banchetto per la raccolta delle firme per la petizione proprio sul famoso ponte che divenne simbolo di rinascita.

Sindaco di Lampedusa: “Hanno cercato di cancellarci con un colpo”
“Hanno tentato di cancellare Lampedusa, di spazzare via, con un colpo di penna demagogico e mediatico, questa isola come punto geografico. Invece Lampedusa continua a esistere e ad accogliere. E continuano gli sbarchi. Siamo sempre stati e restiamo un porto aperto” così il sindaco Totò Martello. E prosegue: “Oggi questa data è diventata Giornata nazionale della memoria, ma non basta: “Chiediamo che diventi Giornata europea, serve l’impegno ampio e strategico di tutti”.

Pietro Bartolo: “Quello che ricordo è che non vorrei ricordare niente”
“Quello che ricordo di quella notte è che non vorrei ricordare proprio niente”. Così dice Petro Bartolo in una intervista al Manifesto, sei anni dopo il naufragio di Lampedusa. Nei 30 anni passati come medico al poliambulatorio dell’isola siciliana (cominciò nel 1988) ha visitato e curato decine di migliaia di migranti. Era lì anche il 3 ottobre del 2013, quando un barcone con oltre 500 uomini, donne e bambini prese fuoco e si rovesciò a pochi metri dal porto.

“So già che domani (oggi) sarà una giornata terribile, dice da Bruxelles dove da quattro mesi è vicepresidente della commissione Libe. “Stanotte ho già sognato il primo bambino che vidi morto”. Quel giorno, ricorda, “le prime chiamate sono delle cinque del mattino, ma i superstiti sono arrivati verso le otto. Io non stavo bene, un mese prima avevo avuto un ictus ed ero mezzo paralizzato ma ero là perché durante la notte c’erano stati altri sbarchi. Quindi quando la capitaneria di porto mi chiamò per avvertirmi del naufragio ero già sul molo. Una mezzora dopo è arrivata la prima barca di lampedusani che avevano salvato 49 persone.
Fiorino e Grazia portavano in giro i turisti con la loro barca e avevano fatto la nottata. Verso mattina avevano sentito le grida di aiuto e quando sono arrivati sul posto sono rimasti traumatizzati da quanto hanno visto. La ragazza piangeva disperata perché non avevano potuto salvarne di più. Ho visitato i primi superstiti, erano tutti sporchi di gasolio perché quando il barcone si è rovesciato ha versato in mare tutto quello che c’era nei serbatoi. Dopo un’altra mezzora è arrivato Domenico con il suo peschereccio. Lui era riuscito a prendere 17 ragazzi vivi e anche dei cadaveri”.

Save the children. Dal 2013 oltre 15 mila i migranti che hanno perso la vita
“Sei anni fa, di fronte alle centinaia di corpi delle vittime del tragico naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, l’Europa aveva detto ‘Mai più” ma dal 2013 ad oggi oltre 15.000 persone tra cui tantissimi bambini e adolescenti, hanno perso la vita o risultano dispersi tentando di attraversare il Mediterraneo.
Nuovo sbarco a Lampedusa nella notte: arrivati 71 migranti
Nuovo sbarco a Lampedusa. Nella notte la Guardia Costiera ha salvato 71 persone tra cui due donne e un bambino. Molti dei migranti sarebbero originari dal Bangladesh, Gambia e Nigeria.

fonte: RaiNews.it

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