CasaPound si autoinvita nella piazza di Salvini. Forza Italia si spacca: la nostra storia è diversa

centrodestra tesei

Forza Italia si spacca sulla manifestazione di sabato per la partecipazione di CasaPound. A rompere il fronte dell’unità del centrodestra è Mara Carfagna che ha già il dente avvelenato per la partecipazione del suo partito e la presenza sul palco di Silvio Berlusconi alla manifestazione sovranista. Questo non cambia, forse, i progetti di Matteo Salvini che ha bisogno di un «tris» da calare sul tavolo da poker della politica per mandare a casa il governo Conte e far saltare l’intesa tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio che, dal suo punto di vista, rischia di estendersi a tutti gli appuntamenti elettorali, fino alle politiche, visto che le mosse di Matteo Renzi non lasciano sereni il premier e il segretario Pd. È convinto non di vincere ma di stravincere in Umbria il 27 ottobre. Poi a gennaio 2020 è il turno di Calabria ed Emilia-Romagna. Nella prima Regione il leader leghista ha posto il veto sul candidato di Fi, il sindaco di Cosenza Occhiuto che ha qualche problema giudiziario da risolvere. Anche il Pd ha dei guai con il governatore uscente Oliverio che il Pd vorrebbe mettere da parte, ma lui minaccia di ricandidarsi con una sua lista. Salvini però dice di essere tranquillo: il problema della candidatura calabrese verrà risolta e lì si vincerà. Infine l’Emilia. L’alleanza Pd-M5S è in alto mare: il presidente uscente Bonaccini secondo i grillini dovrebbe mettersi da parte per fare posto a un candidato civico, come in Umbria. Sarà difficile che ciò avvenga. Allora la speranza del centrodestra è di approfittarne per assestare il terzo colpo ai «traditori del popolo» come Salvini chiama i partiti della maggioranza.

«Con un tris di vittorie non possono reggere», sostiene l’ex ministro dell’Interno che però ha bisogno, non solo di Giorgia Meloni in grande spolvero di consensi, ma anche del «vecchietto», Berlusconi. È vero che Forza Italia langue al terzo posto nella coalizione e che il centrodestra che ha in mente Salvini, ma pure la Meloni, non ha il torcicollo, non può rimanere fermo al ’94 berlusconiano. «Siamo in una nuova era, la Lega ha il 33%, è di gran lunga il primo partito italiano, ma abbiamo bisogno sempre del Cavaliere, dobbiamo tenere unito il centrodestra a tutti i costi», è il mantra che i colonnelli del Carroccio si sentono dire dal capo. E allora è stato fatto di tutto affinché Berlusconi venisse a Roma sabato prossimo, salisse sul palco, parlasse a San Giovanni, nella piazza della sinistra, quella del concertone del Primo Maggio e dei funerali di Enrico Berlinguer.

Cinquecento pullman, 8 treni speciali da tutta Italia, solo bandiere tricolori. In quella piazza, però, ci saranno anche i neofascisti di CasaPound, che non sono stati invitati, ma per Salvini non si può impedire a nessuno di andare a una manifestazione in cui campeggerà lo slogan «Orgoglio italiano». I militanti del movimento che ha nel simbolo una tartaruga hanno sentito il dovere e l’obbligo patriottico di esserci. «Noi abbiamo aperto la piazza a tutti gli italiani di buona volontà – ha spiegato Salvini – poi ovviamente la organizza la Lega e sul palco interviene chi decide la Lega. Questo giochino della piazza dei fascisti ormai fa ridere e non ci crede più nessuno».

Ieri alla conferenza stampa a Perugia per sostenere la candidata Donatella Tesei, nessuno sembrava imbarazzato per la presenza dell’estrema destra. «Ho deciso di andare alla manifestazione – ha detto il leader di FI – perché questo governo attenta alla libertà: vogliono mettere le manette a chi evade anche 50 mila euro. Ci troviamo in una situazione peggiore di quella del ’94 e c’è sempre bisogno di questo vecchietto qui». E Salvini ne ha preso atto: ha bisogno di tutti, non può permettersi di perdersi per strada neanche l’1%. Nemmeno i voti di Casapound e di tutta l’area dell’estrema destra. Tenere unito un centrodestra largo è l’unico modo per affrontare e vincere i nuovi avversari che pensano addirittura a Conte come candidato premier del nuovo centrosinistra.

In piazza ci sarà pure Casapound? «Non mi interessa: se c’è un rischio per la libertà io vado dappertutto», ha risposto Berlusconi a Perugia. Ma dentro FI si è aperta una faglia. Carfagna non va, non vuole saltare né sul treno sovranista né stare con i fascisti. «È giusto manifestare contro la manovra – ha precisato – ma ritrovarsi in piazza con esponenti di estrema destra non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da FI». D’accordo con lei il deputato Osvaldo Napoli e il senatore Lucio Malan.

fonte: LASTAMPA.it

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