12 novembre 1969: la scoperta del massacro di My Lai

my lai vietnam

Il 12 novembre 1969 il giornalista investigativo indipendente Seymour Hersh scopre un massacro di civili compiuto dai marines americani in un villaggio vietnamita, che le autorità militari cercavano di tenere nascosto.

Esasperati dagli attacchi dei vietcong, i soldati americani distrussero il villaggio di My Lai il 16 marzo 1968, uccidendo più di 500 persone, quasi tutte donne, anziani, bambini e neonati. Il massacro fu interrotto dall’equipaggio di un elicottero statunitense in ricognizione, che atterrò frapponendosi tra i soldati americani e i superstiti vietnamiti. Il pilota, sottufficiale Hugh Thompson Jr., affrontò i capi delle truppe americane e disse che avrebbe aperto il fuoco su di loro se non si fossero fermati, riuscendo a dirigere l’evacuazione del villaggio. I membri dell’equipaggio furono accreditati di aver salvato almeno 11 vite.

Il giovane Maggiore dell’Esercito Colin Powell, che più tardi diventerà una figura di spicco del primo governo di G.W. Bush, incaricato delle indagini, negò le denunce di diversi soldati, sostenendo che i rapporti con la popolazione vietnamita erano ottimi.

Solo grazie al lavoro di Seymour Hersh, che riuscì ad ottenere esplicite fotografie dei cadaveri, la notizia venne resa pubblica e i responsabili identificati. Il Tenente Calley, comandante del reparto durante l’agghiacciante operazione venne condannato all’ergastolo, ma l’allora Presidente Nixon promosse la commutazione della sua sentenza in pochi anni di arresti domiciliari.

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