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Accordo tra socialisti e Podemos: la Spagna verso il governo di coalizione

abbraccio sanchez iglesias

Hanno firmato un accordo e si sono abbracciati. La guerra della sinistra spagnola che ha costretto il Paese a votare due volte in sei mesi, ha lasciato il Paese nella paralisi politica è finita con un’immagine simbolica, con conseguenze politiche importanti. Il leader socialista Pedro Sanchez, e quello di Podemos, Pablo Iglesias, hanno siglato un’intesa per far nascere un governo di coalizione, il primo della storia della Spagna democratica. Tutti i veti incrociati, le diffidenze reciproche, le rivalità personali sono cadute davanti a un’evidenza: non si poteva tornare alle urne per una terza volta in pochi mesi. «Quello che ad aprile era un’opportunità storica ora è diventato una necessità –  ha detto Iglesias – saremo leali».

Affinché il governo nasca c’è bisogno del via libera di un parlamento molto frammentato e non sarà un passaggio banale. Psoe e Podemos infatti sono lontani dal poter raggiungere la maggioranza assoluta e serviranno accordi con molte formazioni. Tra queste potrebbe esserci Esquerra republicana, il partito il cui leader Oriol Junqueras è in carcere condannato a 13 anni per aver tentato di dichiarare la secessione della Catalogna. Ovvio che l’appoggio degli indipendentisti comporterebbe un costo politico altissimo che Sanchez non vuole pagare. Una soluzione per evitare questo scenario sarebbe il via libera di Ciudadanos, il partito uscito con le ossa rotte dal voto di domenica scorsa. I dieci deputati sopravvissuti al naufragio potrebbero essere decisivi per non dover dipendere da Esquerra. Per il momento però il partito, che ha perso il suo leader Albert Rivera, si dichiara indisponibile («E’ un accordo nefasto per il Paese»). Scontato, invece, il no del Partito Popolare e di Vox, il partito dell’estrema destra ha usato toni durissimi: «Sanchez abbraccia i comunisti bolivariani, gli alleati del colpo di Stato nel pieno di un colpo di Stato».

fonte: LASTAMPA.it

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