Camorra, spari contro l’auto del giornalista De Michele, secondo agguato in tre giorni. Lui: “Ho paura ma vado avanti”

mario de michele

Agguato a Gricignano di Aversa, nel Casertano, al giornalista e direttore del sito Campania Notizie, Mario De Michele. Sulla home page della testata giornalistica la ricostruzione di quanto accaduto. “Secondo attentato in pochi giorni al direttore di Campania Notizie. Ma, a differenza della volta precedente, il giornalista Mario De Michele, nel pomeriggio di ieri, ha subito un agguato ben più grave. Mentre era a bordo della sua auto nella periferia di Gricignano di Aversa è stato raggiunto da alcune persone che hanno esploso sei o sette colpi di pistola, due di questi diretti al parabrezza che hanno attraversato l’abitacolo della vettura a pochi centimetri dal giornalista…”. Gli altri colpi, si legge, hanno raggiunto il lunotto posteriore mentre il giornalista era in fuga. Lo stesso De Michele ha sporto immediata denuncia ai carabinieri che non “escludono alcuna pista”.

Solo tre giorni fa il direttore era stato avvicinato da persone in moto e con il casco integrale che lo avevano aggredito. Immediata e unanime la solidarietà del mondo politico e di quello professionale.

DE MICHELE: “HO PAURA MA CONTINUO A SCRIVERE”

In un editoriale pubblicato su Campana Notizie, De Michele si dice spaventato: “In oltre 20 anni di giornalismo è la prima volta che la scrittura mi pesa così tanto. Mi rattrista e mi indigna che nel 2019 un cronista corra il rischio di essere ucciso soltanto perchè fa il proprio mestiere. Non è accettabile”. Il cronista di non voler lanciare “proclami” che diventerebbero “slogan” e spiega che la sua unica preoccupazione in questo momento è per la sua famiglia, la moglie, il figlio, i genitori. Tutti terrorizzati da quanto gli è accaduto.

E prosegue: “Sto male perchè non è concepibile che la provincia di Caserta, la Campania, il Sud non possano diventare finalmente territori ‘normali’”. Infine, conclude: “Chiudo con un’ammissione: ho paura. Chiamatemi pure codardo. Ma è la verità. Poi è inutile dirlo. Chi mi conosce lo sa: continuerò a fare il cronista. Magari male. Ma sempre senza condizionamenti. A modo mio”.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI: “VOLEVANO UCCIDERE”

“Hanno sparato per uccidere e fortunatamente non ci sono riusciti”, scrivono sul sito dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna e Ottavio Lucarelli, presidente del Cnog e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

“Si tratta – sottolineano – di un pericoloso salto di qualità nelle aggressioni contro i giornalisti. De Michele da tempo si occupa delle infiltrazioni camorristiche nell’area del casertano. Chiediamo alle autorità competenti l’immediata protezione per il collega”.

“Massima solidarietà al direttore di Campania Notizie Mario De Michele – scrive in una nota il deputato Paolo Siani -. Si continua a sparare ai giornalisti e si riacutizza in me il dolore che ho provato 34 anni fa per l’omicidio di mio fratello Giancarlo. Occorre fare di più e meglio per garantire ai cronisti una più efficace tutela. Ogni attacco ai giornalisti è un attacco alla nostra democrazia, è bene ribadirlo. Chiediamo pertanto al ministro dell’Interno l’immediata messa in sicurezza del giornalista”.

Per Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, “i modi per opporsi alla criminalità organizzata sono molti, i giornalisti lo fanno attraverso le loro inchieste ed i loro articoli. La stampa libera è sinonimo di democrazia e lo Stato ha il dovere di tutelare e proteggere i giornalisti. Siamo vicini a Mario De Michele, che lavora in un territorio difficile come la Campania, sollevati che sia illeso e certi che non si farà fermare dall’agguato subito”.

“Il dovere dei cronisti – sottolinea Gianfranco Librandi di Italia Viva – è quello di raccontare quel che si vede e si sente; per questo il clima d’odio e le intimidazioni quando colpiscono i media e la stampa sono ancor più inaccettabili. La raffica di colpi di pistola sparati ad altezza d’uomo contro il direttore di ‘Campania Notizie’, Mario De Michele, mentre era a bordo della sua auto è un evento che lascia un grande senso di smarrimento e una forte apprensione. Le forze dell’ordine devono individuare al più presto i responsabili del gesto che a tutti gli effetti è un autentico agguato di camorra. Massima solidarietà al giornalista e alla sua redazione per le gravi intimidazioni. Fatti come questo – conclude – testimoniano l’esistenza di un problema, la degenerazione delle aggressioni violente alla Stampa, che non può più essere ignorato”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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