Le avventure di Huckleberry Finn // Mark Twain

mark twain libro

“Tutta la letteratura americana moderna viene da un libro di Mark Twain che si intitola “Huckleberry Finn”. È il miglior libro che possediamo. Non c’era niente prima. E non c’è stato niente di altrettanto buono, dopo”. Tale la perentoria affermazione di Ernest Hemingway, che riconosce allo scrittore il merito di segnare con estrema forza e chiarezza – proprio attraverso la straordinaria logorrea gergale del protagonista di questo romanzo sarcastico, irriverente e tenero al tempo stesso – il passaggio dalla cultura semi-coloniale della Nuova Inghilterra a una nuova, autonoma cultura americana, influenzando intere generazioni di scrittori.

Le avventure di Huckleberry Finn è considerato il seguito anomalo di “Le avventure di Tom Sawyer”, precedente di una decina di anni. Se Tom Sawyer è un semplice monello, Huckleberry Finn è invece un eroe picaresco: rifiuta la società, se ne allontana volontariamente, sceglie fino all’ultima riga del romanzo di essere al comando della sua vita e della sua coscienza, lontano dalle convinzioni ottuse del resto della città. Gli adulti in Huckleberry Finn sono sempre personaggi negativi: bigotti o debosciati, avidi o fannulloni, pedanti o irresponsabili, noiosi o inaffidabili. L’unica eccezione, ed è qui la grandezza del libro, è Jim. Lo schiavo, il negro, quello che la società bianca e benpensante non considera un essere umano, è l’unico vero Uomo del romanzo. Il solo di cui Huck si possa fidare, che possa chiamare amico.

Twain dipinge un’era e tratteggia un popolo. L’America selvaggia dei pionieri sta volgendo al termine, si sta formando una nazione nuova, che ha reciso definitivamente il cordone ombelicale dalla “mamma Europa”. La storia degli Stati Uniti muove da qui, da questi due pilastri: sul piano politico, economico e sociale la definitiva soppressione della schiavitù, cui Twain sembra far riferimento attraverso la vicenda del vecchio Jim; sul piano culturale “Le avventure di Huckleberry Finn”, nel quale Twain propone una lingua scorbutica, imprescindibile per tutti coloro che verranno dopo.

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