Professore minaccia gli alunni: “Se manifestate con le Sardine, renderò la vostra vita un inferno”

talamini bisi

A cercare il profilo Facebook di Giancarlo Talamini Bisi, professore di Italiano e Latino di una scuola di Fiorenzuola, quello che si ottiene è una schermata lapidaria: il link non esiste più. Fino a qualche ora fa, invece, campeggiava la sua foto con una serie di proclami leghisti e fascisti, da “Liberiamo l’Emilia-Romagna”, slogan di Matteo Salvini per la campagna delle prossime regionali, fino all’inno dei Balilla e ai nostalgici che rendono omaggio alla tomba dl Duce.

Il post
Invece su Facebook circola ancora, e molto, un suo post: “Se vi becco in piazza con le sardine, vi renderò un inferno la vostra vita in classe, vedrete il 6 col binocolo e passerete la prossima estate sui libri. Di idioti in classe non ne voglio. Sardina avvisata…”. Le reazioni non si sono fatte attendere: prima sul social network, dove il professore è stato molto criticato, poi anche in sede istituzionale: «Sarebbe grave se la notizia delle presunte minacce del professore agli alunni venisse confermata. Un insegnante deve fare in modo che i ragazzi possano maturare liberamente le loro opzioni politiche e manifestare senza coercizioni o imposizioni», dice Enrico Rusconi, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) del Lazio e componente del Consiglio Nazionale Anp.

E ancora: «Le parole del professor Giancarlo Talamini Bisi contro i propri studenti sono gravissime e indegne. Vera e propria minaccia e intimidazione alla libertà di pensiero e di impegno civile e politico, che sono i capisaldi della nostra democrazia e della nostra Costituzione. L’atteggiamento di questo “professore” è un concentrato di diseducazione e disvalori, uno sfregio e una vergogna per l’istituzione scolastica. Questo episodio non può passare sotto silenzio. È la negazione dei valori che abbiamo il dovere di trasmettere agli studenti nelle scuole della Repubblica». Così il senatore Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Cultura e istruzione del Senato.

Il ministro
«Chiederò all’ufficio scolastico regionale di fare i dovuti accertamenti, perché siamo di fronte ad una situazione inaccettabile». Lo afferma Peppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione sul caso del prof. Giancarlo Talamini Bisi. «È evidente – prosegue l’esponente di Leu – che un docente non può permettersi un linguaggio e un comportamento del genere. Sono certo che verranno presi al più presto – conclude De Cristofaro – tutti i necessari provvedimenti per tutelare l’istituzione scolastica pubblica, l’istituto in cui lavora, e gli studenti di quella scuola».

In mattinata arriva anche il commento del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti: «A tutela dei diritti degli studenti e della stessa scuola ho attivato gli uffici del MIUR per verificare i fatti e procedere con provvedimento immediato alla sospensione». Che prosegue: «Educare al rispetto dei principi della Costituzione è uno dei fondamenti dell’istituzione scolastica, tra questi vi sono certamente il diritto a manifestare liberamente il proprio pensiero ed a partecipare alla vita pubblica secondo i modi garantiti dalla Costituzione stessa. La scuola è inclusiva e, per definizione, deve educare al pensiero critico e indipendente. Anche il corpo docente, nell’esercitare la sua importantissima funzione, deve attenersi a questi principi, trasferendoli agli studenti, per non venir meno ai suoi doveri. Non sono perciò assolutamente ammissibili – conclude – condotte lesive di tali valori, o che addirittura mettano a rischio la fiducia della comunità scolastica».

Le Sardine
«Andate alla manifestazione, dimostrate che avete spirito critico, che pensate con la vostra testa e che non vi piegate alle minacce». Così Chiara Puccio, presidente del Coordinamento Uniattiva, primo promotore della mobilitazione delle Sardine a Palermo sfociata nella manifestazione di ieri – commenta il post pubblicato dal professore di Fiorenzuola. «Si commenta da solo – sottolinea – Non è altro che la diretta conseguenza di quel clima di odio che le Sardine hanno denunciato e che si manifesta anche in questa situazione. I docenti, la scuola, dovrebbero essere i primi a diffondere la cultura, i diritti, a ricordare che grazie ai nostri Padri abbiamo tutti il diritto di manifestare le nostre idee».

Da Bologna, le fa eco Mattia Santori, una delle quattro Sardine bolognesi che hanno lanciato il movimento: «Posto che non sarà una minaccia a fermare questa ondata di partecipazione civica, riteniamo che sia la dimostrazione del fatto che la democrazia è un concetto molto meno scontato di quanto si pensi in Italia. E auspichiamo che chi di dovere prenda provvedimenti in merito».

Gli studenti
Scende in campo anche la Rete degli Studenti Medi dell’Emilia-Romagna secondo cui «la scuola non si lega, siamo tutte sardine». A giudizio di Alexander Fiorentini, coordinatore della Rete degli Studenti Medi Emilia-Romagna e portavoce nazionale delle Consulte Studentesche, »non è ammissibile che la scuola sia un luogo dove gli studenti devono avere paura e rischiare la propria carriera scolastica per le opinioni politiche dei professori». Quindi, argomenta in una nota, «è necessaria una posizione forte da parte di tutte le Istituzioni del nostro territorio nel sollecitare il Ministero dell’Istruzione a prendere drastici provvedimenti. Chi scrive che si riconosce negli atteggiamenti e nelle parole “fascistoidi” minacciando sanzioni per chi la pensa diversamente non può insegnare nella scuola pubblica italiana. Il fascismo – conclude Fiorentini – non è un’opinione, è fuori dalla Costituzione».

«I professori non dovrebbero permettersi di minacciare neanche per scherzo i loro studenti. Oltretutto valutarli non nel merito, ma per posizioni politiche, è incommentabile. Noi studenti di destra, che di queste cose negli anni ne abbiamo subite a iosa, non possiamo che condannare. Invitiamo il Miur a fare altrettanto e a condannare ogni forma di discriminazione politica e a garantire a chiunque, in ogni scuola italiana, la possibilità di esprimere le proprie idee politiche». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, commentando il caso del professore Giancarlo Talamini Bisi.

I sindacati
Quelle pronunciate dal professore di un istituto superiore dei Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino – che su Facebook ha minacciato alunni che avrebbero partecipato, domani, a un flashmob delle sardine «sono parole che descrivono un clima inaccettabile, concetti che rasentano l’intimidazione e contrari al compito costituzionale previsto per la scuola italiana, che è prioritariamente educare alla partecipazione e al pensiero critico». Lo sostengono la Cgil, Cisl e Uil di Piacenza secondo cui «la valutazione non può essere utilizzata come strumento di intimidazione e di minaccia. Gli studenti non devono rinunciare al loro diritto di esprimere liberamente la loro opinione, così come il docente, nel suo ruolo di educatore, non deve mai prescindere dai suoi obblighi deontologici». Per le organizzazioni sindacali, «il problema di fondo è che una parte politica disegna le elezioni del 26 gennaio come un’ultima “battaglia”, una “guerra finale” con un gergo guerrafondaio condito da un linguaggio d’odio. Evitiamo massimalismi, concentriamoci sui problemi che, nel mondo della scuola, non sono pochi e non dipendono certo dalla partecipazione o meno degli studenti a una manifestazione di un movimento pacifico e non violento». Quindi, concludono Cgil, Cisl e Uil di Piacenza, «siamo di fronte a un gesto che il sindacato condanna duramente, e siamo convinti che la scuola e l’amministrazione stiano procedendo secondo quello che è di loro competenza per applicare gli opportuni provvedimenti: l’autore di tali parole dovrà rispondere, a nostro avviso, in tutte le sedi di quello che ha scritto».

fonte: LASTAMPA.it

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