3 dicembre 1934: l’unificazione della Libia

libia colonialismo

Con il Regio decreto n°2012 del 3 dicembre sull’unione della Tripolitania e della Cirenaica italiana, venne proclamato il Governatorato Generale della Libia, e successivamente i libici musulmani poterono godere dello status di “cittadini italiani libici”, una condizione che garantiva loro numerosi diritti all’interno della colonia.

Il decreto recepiva e formalizzava peraltro una situazione che durava già da cinque anni, ossia da quando al governatore della Tripolitania, Pietro Badoglio, era stato conferito un potere di supremazia sulle autorità degli altri due territori libici, la Cirenaica e il Fezzan.

Il Regno d’Italia dopo la prima guerra mondiale avviò una colonizzazione che ebbe il culmine, sotto l’impulso di Mussolini, soprattutto verso la metà degli anni trenta con un afflusso di coloni provenienti in particolare da Veneto, Sicilia, Calabria e Basilicata. Nel 1939 gli italiani erano il 13% della popolazione, concentrati nella costa intorno a Tripoli e Bengasi (dove erano rispettivamente il 37% ed il 31% della popolazione).

In Libia gli italiani costruirono in circa trent’anni (1912-1940) infrastrutture importanti (strade, ponti, ferrovie, ospedali, porti, edifici, e altro ancora). Numerosi contadini italiani resero coltivabili terreni semidesertici, specie nell’area di Cirene. Inoltre il governo italiano creò il Gran Premio di Tripoli, una corsa automobilistica di fama internazionale istituita nel 1925 e svoltasi fino al 1940 e la Fiera internazionale di Tripoli fondata nel 1927 e considerata la più antica Fiera internazionale in Africa ancora funzionante annualmente. Molte furono le attività archeologiche: città romane scomparse (come Leptis Magna e Sabratha) furono riscoperte e si usò queste ricerche e il clamore a esse legato anche a scopo propagandistico.

Tuttavia, la conquista italiana costò alla Libia pesanti perdite umane e materiali, causando decine di migliaia di morti e sconvolgendo l’organizzazione sociale ed economica tradizionale, soprattutto negli anni precedenti all’unificazione, quando ormai i territori del paese africano erano pressochè pacificati e furono avviate politiche più amichevoli. Il piano del regime prevedeva l’equiparazione della Libia allo status delle altre regioni italiane e di non considerarla più una semplice colonia, anche se tale progetto rimase irrealizzato a causa dell’entrata dell’Italia nel conflitto mondiale.

Negli anni trenta la Libia italiana arrivò ad essere considerata la nuova “America” per l’emigrazione italiana, ma la seconda guerra mondiale la devastò e costrinse i coloni italiani a lasciare in massa le loro proprietà, specialmente nella seconda metà degli anni quaranta: nel Trattato di Pace del 1947 l’Italia dovette lasciare libere dalla sua occupazione coloniale tutte le sue colonie, compresa la Libia.

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