The Irishman // Martin Scorsese

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Ci sono volte in cui sarebbe meglio tacere. Volte in cui è meglio sprofondare in un religioso silenzio, ascoltando semplicemente il racconto di chi ne sa più di “noi”. Ad un funerale si arriva puntuali, possibilmente eleganti e soprattutto in silenzio. Si rammenta con discrezione il passato, tra una lacrima e un sorriso amaro. Si ripensa agli errori commessi, i torti subiti e a tutto ciò che si è perso. Resta infine solamente un piccolo spazio attraverso il quale scrutare il buio. Pochi centimetri attraverso i quali si spera possa passare il perdono e la redenzione.

The Irishman è la fine di un’epoca cinematografica, un epitaffio struggente e doloroso e dotato di una bellezza unica. Tacciare il film di Scorsese di essere null’altro che un brodo troppo allungato, è esattamente come vegliare un moribondo intimandogli di muoversi a tirare le cuoia. Non è possibile, è inammissibile.

Scorsese ha dato un volto alla mafia italo-americana, mostrandoci le interiora delle “famiglie”, la loro efferatezza e le insidiose scale gerarchiche.

The Irishman non ha la foga di “Quei Bravi Ragazzi”, è un film più malinconico e riflessivo. Tutto sgorga dal ricordo di un vecchio irlandese, Frank Sheeran (Robert de Niro), ormai arrivato all’epilogo della sua esistenza. E’ un ripercorrere a ritroso una vita da “soldato” al soldo della mafia, ma non solo… la vita all’interno del contesto malavitoso è scivolosa e insidiosa come un lago ghiacciato e proprio di ghiaccio sembra il cuore di Frank, così come quello di Russell Bufalino (Joe Pesci). L’amicizia non può sfidare la fedeltà, l’amore non può fare altro che soccombere o tramutarsi in odio in silenzio perché  “è ciò che è” e per questo Frank dovrà convivere con il tradimento inferto a Jimmy Hoffa (Al Pacino) e con il disprezzo della figlia.

Tutto però viene eroso dal tempo e ciò che era temuto e apparentemente inattaccabile, si dissolve. I nomi si sfaldano, le alleanze si sgretolano e un’era finisce. Restano solo pochi centimetri a separare la vita e la morte, il perdono o la condanna. La resa dei conti con la vita si riduce a uno spiraglio attraverso il quale tutti dobbiamo passare… ognuno con le proprie colpe.

Buona Visione

Serena Aronica

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