Bone Tomahawk // Steven Craig Zahler

bone tomahawk

Purtroppo, devo ammettere che con l’avanzare dell’età il mio stomaco sembra essersi rammollito e guardare pellicole horror, soprattutto se condite con abbondanti dosi di splatter, è sempre più difficile. Eppure, a volte me ne infischio sonoramente e vado a caccia di qualcosa che possa sconvolgere il mio apparato digerente!

Così ho deciso di concedermi un rewatch di Bone Tomahawk, opera prima del regista Steven Craig Zahler, visto quando ancora digerivo discretamente!

Esattamente come la prima volta, ho avvertito un profondo senso di affetto per questa pellicola. Mescolare generi cinematografici differenti non sempre è sinonimo di successo… anzi. In questo caso il mash-up avviene tra il genere western e l’horror e ciò che ne viene fuori è un film robusto, essenziale e spietato. Bone Tomahawk parte come un classico film western e poi muta, trasformandosi in un’agghiacciante cannibal movie.

La tranquillità comatosa della cittadina di Bright Hope viene improvvisamente turbata dall’incursione notturna di un gruppo di trogloditi dediti al cannibalismo, che prima di dissolversi rapiscono uno straniero appena arrivato in città, un vicesceriffo e la moglie di Arthur (Patrick Wilson), Samantha O’Dwyer (Lili Simmons).

Per strappare i prigionieri dalle sanguinose mani dell’oscura tribù, lo sceriffo Hunt (Kurt Russell) progetta una spedizione insieme al vecchio Cicoria (Richard Jenkins) il cacciatore d’indiani John Brooder (Matthew Fox) e lo stesso Arthur.

Tra la sicurezza della cittadina e il covo della tribù si estende l’incerto. Una terra ancora selvaggia, dove la legge sfuma e torna a dominare la violenza.

Zahler costruisce un film con un’andatura a tratti lenta, che ci consente di esplorare i personaggi, per poi scatenarci contro un’onda d’urto fatta di carneficine e ossa spezzate. La novella civiltà, le cui mani sono irrimediabilmente macchiate di sangue, si scontra con l’ignoto primordiale.

Bone Tomahawk non è sicuramente un film esente da pecche, ma ha dalla sua parte una struttura solida e un cast eccezionale.

Per me resta un piccolo gioiello violento, crudo e sporco. Un film efferato e polveroso nel quale il bene e il male si mescolano senza soluzione… e se quel cimitero non fosse stato profanato… chissà.

Buona Visione

Serena Aronica

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