28 gennaio 2011: esplode la rivolta in Egitto

egitto venerdì collera

In Egitto le manifestazioni contro Hosni Mubarak si trasformano in una guerriglia urbana al Cairo che provocherà più di venti morti e la diffusione delle proteste in tutto il resto del paese, sfociando in quella che verrà ricordata come la Rivoluzione del Nilo, inquadrata nel contesto delle così dette “Primavere Arabe”.

Uno dei moventi della rivolta egiziana del gennaio 2011 è stato individuato soprattutto nel forte desiderio di rinnovamento del regime politico, cristallizzato attorno alla figura del presidente Hosni Mubarak, elemento cardine degli equilibri del paese negli ultimi trent’anni.

Per l’Egitto, nondimeno, le cause della rivolta non sono da individuare nel deterioramento della situazione economica del paese. L’Egitto, infatti, il cui PIL annuo è cresciuto a un ritmo superiore al 5%, ha conosciuto negli ultimi anni la caduta del tasso di disoccupazione dall’11,2% all’8,9%, un aumento del tasso di IDE, con un livello di destinazione di risorse totale da parte di economie esterne per circa 8 miliardi di dollari annui nei settori del turismo, dell’industria e della finanza e inoltre non ha subito i contraccolpi della recente crisi finanziaria che ha colpito le maggiori economie occidentali.

Il governo, a partire dal 2000, ha attuato una serie di riforme, compresi provvedimenti finalizzati alla liberalizzazione del mercato del lavoro e alla ristrutturazione del sistema bancario, che hanno fortemente incrementato i livelli di sviluppo delle imprese egiziane.

La forte domanda di cambiamento da parte della popolazione egiziana, specie quella di giovane età con un più alto livello di scolarizzazione (il 29% della popolazione ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni), dunque, a dispetto di un generale miglioramento della situazione economica negli ultimi anni, è stata sostenuta, più che da una richiesta di riforme in ordine all’assetto economico, da una forte volontà di mutamento delle condizioni sociali, oltreché da istanze molto radicate di trasformazione del regime politico in senso democratico e pluralistico.

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