Io sono Tempesta // Daniele Lucchetti

io sono tempesta film poster

Il giorno e la notte. Il bianco e il nero. I ricchi e i poveri. Tutto sembra seguire una logica che cerca la contrapposizione per ottenere un equilibrio, forse a volte non proprio perfetto. Realtà vicine, vicinissime, eppure distanti e incapaci d’incontrarsi e comprendersi.

“Io sono Tempesta”, film del 2018 diretto da Daniele Lucchetti, prende spunto proprio da questa abissale lontananza, quella tra ricchi e poveri. Due mondi dominati apparentemente da leggi, bisogni e priorità completamente differenti eppure accomunati da quel substrato umano, fatto di rivincite e approvazione, che è comune a tutti.

Numa Tempesta (Marco Giallini) è un ricco uomo d’affari che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo. Un uomo ossessionato dalla forma fisica, costantemente immerso nel lavoro e totalmente solo. Numa ha tutto, eppure soffre psicologicamente per l’abbandono del padre che lo ha sempre definito un “coglione”. Il suo castello di cristallo si sbriciola però improvvisamente a causa di una vecchia condanna per frode che lo obbliga a scegliere tra il carcere e i servizi sociali in un centro di accoglienza per i senza tetto.

Qui Numa entrerà in contatto, faticosamente, con una realtà completamente diversa.

“Io sono Tempesta” è una commedia amara che però non osa fino in fondo, rimanendo forse troppo ancorata alla superficie. Ci sono molti spunti, anche troppi, e il risultato è quello di non vedere mai approfondito il background dei personaggi. Giallini, perfettamente a suo agio nei panni del cattivo dal cuore buono, strappa qualche risata ma questo non basta a restituire allo spettatore un senso di pienezza a fine visione.

“Io sono Tempesta” è una favola moderna, cupa e luminosa allo stesso tempo, ma povera di mordente.

Buona Visione

Serena Aronica

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