Dieci piccoli indiani // René Clair

dieci piccoli indiani

La recensione di questo mercoledì è il frutto di una serata di pioggia. Una di quelle serate brumose, fosche e illuminate improvvisamente dal bagliore algido dei fulmini. Una serata così è la cornice per un giallo, magari d’autore e perché no… old style!

Sono così andata alla ricerca di un classico intramontabile, ovvero “Dieci piccoli indiani”, capolavoro letterario dell’immensa Agatha Christie, nella versione hollywoodiana datata 1945 del regista René Clair. Di trasposizioni cinematografiche questa pietra miliare del genere giallo ne conta diverse, ma quella di Clair è indubbiamente una delle più intriganti e divertenti.

L’alone crudelmente raffinato che ammanta il romanzo della Christie cede il passo, nella trasposizione di Clair, a un delizioso humour nero. L’ironia, benché sempre affilata, serpeggia sin dalle prime immagini della pellicola e s’insinua in molti momenti del film con eleganza. Non si tratta di un film comico, intendiamoci, ma di una rilettura che in un certo senso ribalta alcuni passaggi del romanzo dissipandone lievemente le tinte fosche per proporli allo spettatore in una chiave decisamente più ironica.

La trasposizione di Clair è abbastanza fedele al romanzo, anche se introduce un finale totalmente spiazzante e differente da quello ideato da Agatha Christie. Scelta che non inficia assolutamente l’esito finale della pellicola, ma che al contrario ben si allaccia alla dinamica ironica del film.

I “Dieci piccoli indiani” di René Clair è un film arguto, intelligente ed elegantemente ironico. Un gioiello che nel suo polveroso bianco e nero mantiene intatta un’antica promessa, quella di trasportare lo spettatore a dubitare di chiunque!

Buona Visione

Serena Aronica

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