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Coronavirus, ecco il superbonus: come ristrutturare casa a costo zero

cantiere edile

Ecco come funzionerà il superbonus previsto dal governo nel dl maggio. La proposta, elaborata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Riccardo Fraccaro, prevede che fino al 2021 le aliquote detraibili per alcuni interventi di efficientamento energetico (ecobonus) e per le misure antisismiche (sismabonus), passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un’aliquota del 110%. Questo varra’ sia per interventi importanti che per piccoli lavori. Ecco come funzionerà con un esempio: se una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione per un importo pari a 1000 euro, riceverà al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori (in questo caso quindi 1100 euro), che potrà usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Ma non è tutto: le famiglie potranno ricevere, a fronte della cessione della detrazione fiscale, uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori da parte dell’impresa che ha effettuato la ristrutturazione. Le famiglie potranno cioè effettuare i lavori senza alcun esborso monetario, ma semplicemente vendendo la detrazione fiscale all’impresa che ha svolto i lavori. In questo modo, anche le famiglie con redditi molto bassi o nulli potranno svolgere importanti lavori di ristrutturazione edilizia.

SUPERBONUS E IMPRESE

E le imprese come recupereranno la liquidità? Se vorranno potranno utilizzare il credito d’imposta in compensazione in cinque quote annuali oppure potranno cederlo a terzi per ottenere immediatamente la liquidità necessaria. Dopo la prima cessione del credito d’imposta (dalla famiglia all’impresa tramite sconto in fattura), l’impresa potrà infatti cedere a sua volta il credito a soggetti terzi in tempi estremamente rapidi, per ricevere un flusso di liquidità immediata. Oltre all’aumento delle aliquote è stata modificata la normativa sulla cedibilità delle detrazioni, permettendo sia la cessione agli istituti bancari, prima vietata, sia un numero di passaggi superiore alle due cessioni. In questo modo, il credito d’imposta potrà circolare illimitatamente ed essere venduto anche agli istituti bancari, e le imprese potranno così cederlo a un prezzo sufficientemente alto per coprire per intero il costo dei lavori. L’obiettivo è che l’impresa non si trovi mai senza la liquidità necessaria a coprire i propri costi, e che quindi possa cedere il più velocemente possibile e ad un prezzo sostenibile (comunque non inferiore al 100% del valore della fattura) il credito a banche o a grandi imprese. Facciamo un esempio: la Gufo srl fa lavori per 10mila euro in casa del Signor Rossi. Gufo srl emette una fattura di 10mila euro con uno sconto del 100%. Il Signor Rossi non tira quindi fuori nemmeno 1 euro per i lavori svolti. La Gufo srl si vede riconosciuto dallo Stato un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione per 11mila euro (110% dell’importo fatturato). A quel punto se Gufo srl cede il credito d’imposta a Delta spa (che può essere sia un’altra impresa che una banca) con uno sconto del 9%, Gufo Srl riceve 10mila e 10 euro, mentre Delta Spa acquista 11 mila euro di credito d’imposta, che potrà utilizzare per 5 anni per un importo annuale di 2 mila e 200 euro.

I BENEFICI PER CITTADINI, IMPRESE E STATO

La proposta di Fraccaro punta a produrre un virtuoso meccanismo di mercato in cui le famiglie potranno effettuare lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, le piccole e medie imprese potranno lavorare di più grazie ai maggiori incentivi, gli istituti di credito o le grandi imprese potranno acquistare il credito d’imposta dalle imprese che hanno svolto i lavori per pagare meno tasse, e lo Stato potrà vedere aumentare l’occupazione e il PIL con un impatto sui saldi di finanza pubblica diluito su più anni. In questo modo, non aumenteranno solo il PIL e l’occupazione ma anche il gettito fiscale, e proprio grazie agli effetti moltiplicativi dell’investimento iniziale la misura si ripagherà praticamente da sola.

Una misura volano per l’economia nazionale e in particolare per l’edilizia, il settore che ha subito la crisi più pesante nell’ultimo decennio, registrando un crollo del 25% degli investimenti e vedendo ridursi di 600 mila unità la forza lavoro. Nonostante questo, rimane uno dei settori più integrati del nostro sistema economico, in cui ogni euro investito produce ricchezza in tutti gli altri settori economici e nell’intero sistema produttivo, con un importante effetto moltiplicativo in termini di maggiore occupazione e di maggiore reddito. La proposta garantirebbe, inoltre – spiegano dal governo – importanti effetti sulla messa in sicurezza del nostro territorio, sulla riduzione di emissioni fossili e sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, creando quella sinergia fondamentale tra sviluppo economico e contrasto ai cambiamenti climatici. “È finito il tempo in cui lo Stato guarda inerme la chiusura delle imprese, il crollo degli investimenti, e il deterioramento del nostro patrimonio edilizio. Con questa proposta, lo Stato offre un incentivo e una procedura semplice ma efficace per far sì che ogni famiglia, abbiente o non abbiente, possa svolgere lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico. Le imprese – concludono a Palazzo Chigi – avranno così un flusso aggiuntivo di domande di lavori, e potranno recuperare così gran parte del reddito perso in queste settimane di lockdown”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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