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Lagarde: “Riformare il patto di stabilità. Sì al piano Merkel-Macron, apre al debito comune”

lagarde economia

“Credo che i termini del Patto di stabilità e di crescita debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in un’intervista ad alcuni quotidiani europei tra cui il Corriere della Sera, spiegando che “la priorità, oggi, è aiutare le economie a risollevarsi. Gli Stati stanno spendendo e naturalmente i debiti aumentano; quanto al rapporto fra debito e Pil, crescerà, perchè siamo in recessione”.

“Tutti i Paesi al mondo stanno assistendo a un aumento del loro livello di debito: secondo le previsioni dell’Fmi, il debito degli Stati Uniti supererà il 130% del Pil alla fine del 2020, mentre quello della zona euro sarà sotto al 100%. Certo è una media, ci sono differenze tra i Paesi dell’area. Ma per valutare la sostenibilità -ha aggiunto- non bisogna concentrarsi sul livello di debito rispetto al Pil“.

“Bisogna prendere in considerazione il livello di crescita e i tassi d’interesse in vigore. Questi due fattori sono determinanti. Penso che questa crisi sia una buona occasione di modernizzare le modalita’ del Patto di stabilità e di crescita, oggi sospeso. In passato sono state fatte delle proposte innovative, in particolare da parte dell’Fmi, che sarebbe utile riesaminare. Ne va misurata la pertinenza e l’efficacia”.

La presidente della Bce commenta poi le proposte per il recovery fund formulate ieri dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron: “Le proposte franco-tedesche sono ambiziose, mirate e benvenute. Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi e ciò dimostra lo spirito di solidarietà e di responsabilità a cui ha fatto riferimento la cancelliera la settimana scorsa”.

“Non può esserci un rafforzamento della solidarietà finanziaria senza un maggiore coordinamento delle decisioni a livello europeo“, ha concluso.

fonte: AgenziaDIRE.it

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