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P101. Quando l’Italia inventò il personal computer // Pier Giorgio Perotto

p101 copertina libro

Nel 1964 Pier Giorgio Perotto e i suoi collaboratori progettarono e realizzarono la Programma 101, il primo personal computer al mondo. Un calcolatore pensato per tutti, che prevedeva un rapporto diretto, personale, tra l’utente e la macchina, o, per dirla in termini più ideali, tra l’uomo e la tecnologia.

La Programma 101, soprannominata anche Perottina o più semplicemente P101, venne realizzata nel 1964 e presentata ufficialmente alla Fiera di New York nel 1965. Per l’epoca era una macchina straordinaria, prodotta quasi 10 anni prima dell’avvento dei microprocessori. Ne furono venduti circa 44.000 esemplari, quasi tutti negli Stati Uniti, a un prezzo relativamente popolare: 3200$, l’equivalente più o meno di quattro Fiat 500.

Per la Olivetti si trattò di un successo commerciale inaspettato con margini di profitto enormi ai quali, presto, si aggiunsero le royalties per l’utilizzo dei suoi brevetti, in particolare da parte di Hewlett-Packard. Tuttavia, più che nelle sue componenti tecnologiche, geniali ma destinate com’è logico a essere presto superate, il valore eccezionale della P101 è stato la creazione di una nuova dimensione, non solo metaforica, nell’uso dei calcolatori, quella che è alla base dell’informatica come la conosciamo oggi.

Questo computer da scrivania prodotto a Ivrea fu usato dalla NASA per la missione Apollo 11, dimostrando nei fatti che progettare a misura d’uomo è ciò che permette all’umanità di giungere a mete prima ritenute inarrivabili. P101 è quindi il racconto di un successo italiano, la storia di un gruppo di uomini che inseguirono il futuro e, in qualche modo, un’idea di libertà.

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