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Mose, per la prima volta la laguna di Venezia è separata dal mare

mose venezia

Alle 12.25 di oggi, venerdì 10 luglio, la laguna di Venezia è per la prima volta isolata dal mare. Si è infatti sollevata anche l’ultima delle 78 paratoie delle quattro barriere del Mose, determinando la riuscita del primo test di sollevamento di tutta la diga mobile. I tempi di sollevamento, oggi ancora piuttosto lunghi, saranno in futuro ridotti con l’affinamento delle procedure e il rodaggio dei meccanismi, con la previsione di arrivare ad un tempo di circa 30 minuti per arrivare alla completa separazione della laguna dal mare.

IL PREMIER CONTE PRESENTE PER IL TEST

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, giunto sull’isola artificiale alla bocca di Porto del Lido per la prima prova di sollevamento di tutte le paratie che compongono le quattro barriere del Mose di Venezia, ha visitato la control room del Mose insieme al ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorghese, il ministro ai Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, il sottosegretario, Andrea Martella, e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

“Questa non è una cerimonia di inaugurazione, siamo qui per un test. Non è una passerella. Il Governo vuole toccare con mano e verificare l’andamento dei lavori”, ha dichiarato il premier, dall’isola artificiale alla bocca di porto del Lido per la prima prova di sollevamento in contemporanea delle quattro barriere del Mose. “Quando siamo venuti qui lo scorso 12 novembre abbiamo promesso che il Mose sarebbe stato completato, e il prossimo autunno inverno ci sarà uno strumento di salvaguardia della città”, continua Conte. “L’opera sarà completata nel 2021, ma noi abbiamo anticipato i tempi. Se oggi il funzionamento corrisponderà alle nostre aspettative, noi il prossimo autunno avremo uno strumento per evitare che si ripetano situazioni” come quelle dello scorso novembre.

CONTE: “PROTESTE? GIUSTO CHE CI SIA DIALETTICA, MA VA FINITO”

“Oggi qui ci sono dei movimenti di protesta, è giusto che ci sia una visione articolata e dialettica“. Quindi, “oggi dico a chi sta protestando, concentriamoci sull’obiettivo: dobbiamo augurarci che funzioni” per salvaguardare Venezia. ha proseguito Conte facendo riferimento alla protesta di alcuni comitati che si sono riuniti in barca nel bacino di San Marco. “Noi non abbiamo progettato l’opera, siamo arrivati all’ultimo miglio e una politica responsabile in questa situazione deve assumersi la responsabilità e finire”, precisa Conte.

CONTE: “NON DIMENTICHIAMO GLI EPISODI DI MALAFFARE”

“Il Mose è un’opera che “ha attirato moltissime critiche, è stata rallentata nella sua esecuzione ed è stata oggetto di chiari episodi di corruzione e malaffare che ne hanno compromesso il completamento. Non dobbiamo dimenticare nulla, è la storia”, ha dichiarato il premier.

CONTE: “SAREMO A GENOVA PER L’INAUGURAZIONE DEL PONTE MORANDI”

“Saremo a Genova e lì sarà una inaugurazione”, ha annunciato il premier. “Oggi ci stiamo sorprendendo che abbiamo realizzato un ponte con una tale velocità che non è ancora completata la procedura di revoca, che sarà completata nei prossimi giorni”, ha ggiunto Conte ringraziando chi ha lavorato anche durante il lockdown dovuto all’emergenza coronavirus.

MOSE, CONTE: “MAGISTRATO ACQUE? MEGLIO STRUTTURA DI GESTIONE”

“Abbiamo creato le premesse e stiamo lavorando ad una struttura a cui prenderanno parte tutte le autorità che hanno titolo, anche locali, e saranno rappresentate”, ha spiegato Conte parlando della struttura di gestione del Mose. “La norma è stata già predisposta e la stiamo affinando, vorremmo addirittura inserirla già in sede di conversione del decreto semplificazione”, anticipa il presidente del Consiglio. La struttura “sarà articolata, composita, e raccogliendo le indicazioni di tutti presiederà alla manutenzione e al funzionamento completo e all’approvvigionamento finanziario di questa struttura”. E per quanto riguarda la proposta di ripristinare il magistrato alle acque avanzata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, “il magistrato alle acque ha una grande tradizione storica, ma in realtà con il magistrato alle acque si assommerebbe la responsabilità della gestione di quest’opera, che è molto complessa, a una singola persona. Con la struttura che stiamo predisponendo, invece, c’è una responsabilità collegiale di tutti i soggetti che hanno titolo”, conclude Conte.

fonte: AgenziaDIRE.it

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