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4 agosto 1936: la dittatura di Metaxas

metaxas regime fascista

Il 4 agosto 1936 il re di Grecia Giorgio II, ritornato al governo dopo una breve parentesi repubblicana, affida il governo ad un primo ministro di sua scelta: Ioannis Metaxas.

La Grecia, divenuta nel marzo 1924 una repubblica, era governata nel quadro di un parlamentarismo liberal-conservatore. Nel 1935 era stata restaurata la monarchia, portando ancora più a destra l’asse politico.

Le elezioni del 1936 si fermarono in una situazione di stallo tra Panagīs Tsaldarīs e Themistoklīs Sofoulīs. La situazione politica era inoltre segnata dalle acquisizioni fatte dal Partito Comunista di Grecia (KKE). Non apprezzando i comunisti e temendo un colpo di Stato, Giorgio II nominò Metaxas, allora ministro della difesa, primo ministro ad interim, nomina in seguito confermata dal parlamento greco.

Immediatamente Metaxas scioglie il parlamento e sospende una serie di articoli fondamentali della costituzione, instaurando un regime dittatoriale, secondo il modello fascista, proibendo l’esistenza dei partiti politici, arrestando gli oppositori politici, vietando gli scioperi come attività criminali e introducendo una diffusa censura di tutti i media.

In politica estera Metaxas era chiaramente filo-inglese. Vedeva nel Mar Mediterraneo come naturali alleati gli inglesi e la loro flotta era una forza preponderante, mentre le mire espansionistiche di Mussolini erano una chiara minaccia per la Grecia.

Metaxas, l’uomo forte della monarchia non è destinato però a durare a lungo: l’invasione italiana dell’ottobre 1940, passando dall’Albania, coinvolgerà la Grecia nella seconda guerra mondiale, provocando  successivamentel’invasione tedesca dei Balcani.

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