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Coronavirus, l’Oms approva il test rapido: risultato in mezz’ora

test rapido oms

Due aziende farmaceutiche hanno sviluppato dei test che possono rivelare in 15, 30 minuti al massimo, se la persona è positiva o meno al Covid-19. A sostenere questi test antigene rapidi è stata la Access to Covid tools initiative (Act accelerator), lanciata ad aprile dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) insieme alla Commissione europea, la Gates Foundation e altri partner, con lo scopo di sviluppare test diagnostici, farmaci contro il Covid e un vaccino il cui accesso sia garantito globalmente. Uno dei due test antigene rapidi ha già ottenuto il via libera dell’Oms mentre il secondo, stando ai media internazionali, dovrebbe ottenere l’autorizzazione a breve. Secondo i responsabili, entrambi presentano un margine di accuratezza del 97 per cento. L’obiettivo adesso è fornire 120 milioni di test rapidi ai paesi a medio e basso reddito, al prezzo di 5 dollari l’uno. Il costo tuttavia potrebbe subire ulteriori riduzioni. Il test si presenta inoltre come i test anticoncezionali, con due linee blu che si formano sullo stick a indicare la positività al Sars-Cov-2. Anche i paesi dell’Unione europea potranno avere accesso in via preferenziale a questo prodotto, dal momento che fanno parte dell’Act accelerator. Il 20% della produzione resta comunque riservato ai Paesi in via di sviluppo. Attualmente la pandemia di coronavirus ha quasi raggiunto i 33 milioni di contagi, e secondo i dati dell’Oms 3.600 persone hanno perso la vita solo nella giornata di oggi nel mondo. I numeri dell’epidemia restano elevati in Paesi come India e Brasile e stanno intanto tornando a salire anche in Europa.

Secondo gli esperti quindi poter svolgere test in modo economico e veloce a scuolanelle università o in qualsiasi altro luogo pubblico sarà fondamentale per contenere la diffusione del virus, individuando e isolando in fretta i nuovi focolai. Un impatto positivo soprattutto per i paesi con i sistemi sanitari più fragili, come ha sottolineato Catharina Boehme, direttrice della ong Foundation for Innovative New Diagnostics (Find), che ha preso parte all’iniziativa Act accelerator. “La pressione della domanda su questo genere di prodotti sta crescendo molto rapidamente – ha detto Boehme – per questo era necessario garantire una buona porzione di test ai paesi a medio e basso reddito, prima che arrivassero gli altri Stati ricchi a effetture gli ordini. Le popolazioni povere non devono restarne escluse, come già accaduto”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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