Tre Manifesti a Ebbing, Missouri // Martin McDonagh

tre manifesti a ebbing

Riuscire a far sentire sulla pelle, e nell’anima, il senso di decadimento e confusione di una intera nazione, e probabilmente dell’umanità tutta, non è un’impresa semplice. Eppure, Martin McDonagh riesce in questa impresa e lo fa con il suo splendido Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, film del 2017 da lui stesso diretto e sceneggiato.

Ciò che in primis colpisce di questa pellicola è la sua identità ben definita, precisa e tagliente. Un film dall’animo dolente, cinico e profondo raccontato attraverso le facce dure e desolate dei suoi personaggi.

I dialoghi sono una delle colonne portanti di questo film, essenziali e duri come pietre, colpiscono, feriscono e tratteggiano l’identità di chi li pronuncia. Non semplici battibecchi, ma veri e propri scontri verbali, che strappano risate per la cruda sagace volgarità, ma che instillano anche riflessioni.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri potrebbe inizialmente fuorviare lo spettatore abituato a un certo tipo di andamento narrativo… una ragazza viene brutalmente uccisa e sua madre fa affiggere tre manifesti provocatori per ottenere l’attenzione della polizia. Per tutto il film quindi ci si potrebbe logorare nell’attesa di una svolta investigativa, in attesa che l’assassino compia un passo falso e venga preso, in attesa di giustizia o di un linciaggio insomma di qualcosa che possa dare un senso di rassicurante appagamento emotivo.

Questo non avviene. La grande potenza di questo film è proprio racchiusa nel senso di impotenza, smarrimento e insicurezza in cui annaspano i personaggi. Ognuno vive la propria esistenza facendoci i conti, combattendo a suo modo una battaglia personale che sembra impossibile da vincere. È il senso di fallibilità e inadeguatezza a rendere grandioso questo film.

A rendere memorabile poi Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è un cast costellato da attori che danno veramente ogni briciolo di sè ai propri personaggi… da Frances McDormand a Woody Harrelson, fino a Sam Rockwell e Peter Dinklage per arrivare anche a chi in camera resta solo per pochi attimi.

In questo film la concezione di buoni e cattivi evapora come una pozza d’acqua al sole, non ci sono spartiacque o nette posizioni da prendere… si annaspa e basta. E questa non è altro che la cruda e dolente realtà.

Buona Visione

Serena Aronica

Condividi:
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2021 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?