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Usa, per le presidenziali il ‘Time’ trasforma il logo della copertina in ‘Vote’

copertina time vote

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 3 novembre, la rivista americana Time, dopo quasi cento anni dalla sua prima pubblicazione, rinuncia al nome in copertina per sostituirlo con un’altra parola di quattro lettere: “Vote“.
Il termine inglese, che può tradursi sia con il sostantivo “voto”, che con il verbo all’imperativo “vota/votate”, è accompagnato dall’immagine di una donna dallo sguardo fiero e proiettato verso il futuro, naso e bocca coperti da una bandana colorata che richiamano sia le mascherine anti-Covid-19 sia i fazzoletti che i manifestanti hanno indossato per proteggersi dai lacrimogeni durante i cortei che hanno attraversato gli Stati Uniti negli ultimi sei mesi.
Il progetto grafico, realizzato da Shepard Fairey, introduce la parola “Vote” anche una seconda volta, stavolta sulla piccola urna per le schede elettorali presente sulla bandana.

In un editoriale il direttore e amministratore delegato di Time, Edward Felsenthal, ha scritto: “Abbiamo scelto di modificare il nostro logo con l’imperativo rivolto a tutti noi di esercitare il diritto di voto“. Il responsabile ha spiegato che “pochi eventi daranno forma al mondo di domani come il risultato delle imminenti elezioni presidenziali statunitensi”. Da qui la decisione di dedicare un’edizione speciale alle elezioni, raccogliendo le voci di chi analizza e immagina i futuro anche alla luce della crisi innescata dalla pandemia di Covid-19.
“Questo – ha continuato Felsenthal – è stato un anno pieno di così tanto dolore, difficoltà, caos e perdite. Ma davanti a noi si presenta anche un’opportunità unica di cambiare le cose“.
Da qui la scelta di pubblicare le analisi di vari esperti, a partire da Klaus Schwab, presidente del World Economic Forum, “che pur ammettendo che ‘è difficile essere ottimisti rispetto a un futuro globale più luminoso’ – riferisce ancora il direttore di Time – offre alcuni barlumi di speranza presentando tutte quelle aziende che perseguono un concetto di successo che va al di là del semplice profitto”.
Felsenthal continua: “L’economista Mariana Mazzucato delinea invece una road map per trasformare le nostre strutture finanziarie. L’architetto danese Bjarke Ingels descrive il suo Masterplanet straordinariamente ambizioso, un progetto per una terra più verde. I nostri corrispondenti in tutto il mondo parlano con i leader aziendali e i responsabili politici dei loro piani più immediati, dal governatore di Tokyo Yuriko Koike, che sta lavorando ai Giochi Olimpici del 2021, alla Ceo di Citigroup, Jane Fraser, la prima donna a dirigere una delle principali banche a Wall Street”.

fonte: AgenziaDIRE.it

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