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1 dicembre 1919: la prima donna eletta in un parlamento, quello inglese

nancy astor

Prende parte alla sua prima seduta la prima donna eletta in un parlamento della storia, Nancy Astor, votata il precedente 28 novembre per la Camera dei Comuni britannica nella consultazione suppletiva di Plymouth Sutton.

Nancy Witcher Astor, Viscontessa di Astor, nata a Langhorne, è stata una politica statunitense naturalizzata inglese per il partito Conservatore, nonché la prima donna eletta a prendere effettivamente parte ai lavori parlamentari. Prima di lei, solo Constance Markiewicz era riuscita a farsi eleggere nelle file del partito irlandese Sinn Féin, ma a causa della logica astensionista del suo partito, non aveva mai formalmente messo piede nella Camera dei Comuni.

Una volta in parlamento, Nancy Astor si adoperò per cercare punti di connessione tra i vari partiti. I suoi principali interessi politici erano di natura sociale. Mentre privatamente si dava da fare per la costruzione di centri specificatamente dedicati a donne e bambini, in Parlamento supportò la causa femminista, promuovendo la legge che equiparava le condizioni del divorzio per uomini e donne, sostenne i diritti delle donne divorziate in ambito lavorativo e promosse, senza troppo successo, una mozione per equiparare i salari femminili a quelli degli uomini. Inoltre si batté per l’abbassamento dell’età massima per il voto femminile dai trent’anni ai ventuno, la stessa degli uomini.

Nel 1928 lady Astor venne rieletta in Parlamento, questa volta riuscendo a sconfiggere il candidato del partito Laburista solo per un piccolo scarto di voti.

Durante gli anni trenta, Nancy Astor si avvicinò alle politiche di appeasement di Neville Chamberlain, che prevedevano una sorta di accomodamento nei confronti della Germania hitleriana. In quel periodo, un grande detrattore della Astor fu Claud Cockburn, redattore del The View, che la accusò di complottare assieme a Chamberlain per inserire politiche favorevoli alla Germania nell’agenda britannica. Nancy Astor si difese strenuamente dalle accuse di supportare il regime nazista, ma lo scandalo sollevato da Cockburn compromise la sua popolarità.

Un altro colpo per la sua carriera avvenne quando, assieme all’amico George Bernard Shaw, la Astor si recò in viaggio nell’Unione Sovietica. Nonostante fosse sempre stata critica nei confronti del comunismo, lady Astor si trovò ad essere accusata di essere stata troppo indulgente al momento del suo incontro con Stalin dagli stessi conservatori inglesi. In realtà, nonostante gli interventi di lady Astor condannassero l’operato del regime, gli stessi vennero tradotti a Stalin in maniera da ammorbidire le critiche.

Durante gli anni quaranta il declino politico di Nancy Astor sembrò inevitabile. Il suo modo di esprimersi arguto, sopra le righe e a tratti oltraggioso, che l’aveva favorita in passato, consentendole, tra l’altro, di essere eletta alla Camera dei Comuni, divenne ben presto un fastidio anche per i Tory, che iniziavano a non tollerare più le sue imbarazzanti uscite.

Nel 1945 il marito e il partito Tory costrinsero Nancy Astor a ritirarsi dalla scena politica, decisione che lei rispettò, ma non accettò e che causò anche dei forti contrasti con Waldorf Astor. I due cominciarono a vivere separatamente e si riconciliarono solo poco prima della morte di lui. Lady Astor morì nel 1964 presso la casa di sua figlia a Grimsthorpe nel Lincolnshire.

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