Joe Biden è il 46mo presidente degli Stati Uniti: “Aiutatemi a riunire l’America”

biden firma studio ovale

“Questa è la giornata dell’America, della democrazia, della storia, della speranza, del rinnovamento, un momento cruciale”. Inizia così il discorso di insediamento di Joe Biden, che ha giurato come 46mo presidente degli Stati Uniti davanti a Capitol Hill, la sede del Congresso Usa a Washington. “Per tantissimi anni – continua Biden – l’America è stata messa alla prova, oggi celebriamo la vittoria non di un candidato, ma della democrazia. La democrazia è preziosa, fragile, in quest’ora la democrazia ha prevalso”.

“Gli Usa hanno molto da fare in questo inverno di pericolo, molto da riparare e da risanare”, continua il neo presidente. Ovazione e applausi per lui e la First Lady, Jill, quando escono dal palazzo del Congresso per raggiungere il podio del giuramento. “La storia della nostra nazione non dipende da uno di noi ma da tutti noi – dice ancora -. Noi, il popolo degli Stati Uniti d’America, dobbiamo cercare l’unione. Siamo brava gente e possiamo farcela. Chiedo a tutti gli americani di aiutarmi nell’unire il Paese. Metterò – promette – tutta la mia anima per riunire la nazione”.

Biden ha giurato nel corso di una cerimonia diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta, in una Washington blindata per il timore di nuove violenze dopo l’assalto del 6 gennaio al Congresso e resa semi-deserta dalle misure anti-Covid.

Prima di arrivare a Capitol Hill, il nuovo ‘commander in chief’ ha assistito insieme alla moglie Jill alla messa nella cattedrale di San Matteo Apostolo, la stessa dove si svolsero i funerali di John Kennedy; e dove papa Francesco, nel corso della sua storica visita del 2015 negli Stati Uniti, incontrò i vescovi americani, pronunciando loro un significativo discorso: Bergoglio li implorò di rigettare “il linguaggio divisivo e astioso” e li invitò ad adottare un approccio che “attragga uomini e donne attraverso la luce calda dell’amore”. Biden è il secondo presidente cattolico nella storia Usa.

Si respira aria bipartisan: 17 nuovi deputati repubblicani gli hanno scritto una lettera nella quale dicono di essere pronti a lavorare con lui: “Crediamo fermamente che ciò che ci unisce come americani sia più grande di qualsiasi altra cosa che ci divide”, si legge nella lettera inviata dalla deputata texana Beth Van Duyne.

“Il virus ha fatto più vittime di quanti americani sono morti nella Seconda Guerra Mondiale” afferma Biden, lanciando un messaggio di speranza. “Possiamo battere il virus”. Il primo impegno per lui è battere il Covid, che ha infettato 24 milioni americani uccidendone più di 400mila.

E ancora: “Vinceremo sul suprematismo bianco e sui terroristi interni”. “Sarò il presidente di tutti gli americani, combatterò per coloro che mi hanno votato e per chi non mi ha votato”.

Quindi, la politica internazionale: “Ripristineremo le nostre alleanze e torneremo a impegnarci con il resto del mondo” ha detto Biden, sottolineando che gli Stati Uniti vogliono essere da guida: “Lo faremo non solo attraverso l’esempio della nostra forza, ma attraverso la forza del nostro esempio. Saremo un partner più forte e fidato per la pace, il progresso e la sicurezza”.

Non poteva mancare un passaggio sui due tormentati mesi che hanno seguito il voto presidenziale: “Le recenti settimane ci hanno insegnato una dolorosa verità, c’è la verità e ci sono le menzogne, le menzogne dette per potere e per profitto” ha detto, facendo riferimento, senza citarlo, a Donald Trump e alla sua contestazione dei risultati elettorali. Ma ha anche espresso la convinzione che “siamo in grado di rialzarci”. “E ognuno di noi – ha concluso – ha una responsabilità come cittadini, gli americani, e soprattutto i leader, devono onorare la nostra Costituzione e proteggere la nostra nazione, difendere la verità e sconfiggere le menzogne”.

Quindi, la politica internazionale: “Ripristineremo le nostre alleanze e torneremo a impegnarci con il resto del mondo” ha detto Biden, sottolineando che gli Stati Uniti vogliono essere da guida: “Lo faremo non solo attraverso l’esempio della nostra forza, ma attraverso la forza del nostro esempio. Saremo un partner più forte e fidato per la pace, il progresso e la sicurezza”. Non poteva mancare un passaggio sui due tormentati mesi che hanno seguito il voto presidenziale: “Le recenti settimane ci hanno insegnato una dolorosa verità, c’è la verità e ci sono le menzogne, le menzogne dette per potere e per profitto” ha detto, facendo riferimento, senza citarlo, a Donald Trump e alla sua contestazione dei risultati elettorali. Ma ha anche espresso la convinzione che “siamo in grado di rialzarci”. “E ognuno di noi – ha concluso – ha una responsabilità come cittadini, gli americani, e soprattutto i leader, devono onorare la nostra Costituzione e proteggere la nostra nazione, difendere la verità e sconfiggere le menzogne”. Il momento del giuramento di Biden è stato anticipato da una intensa Lady Gaga, che ha cantato l’inno americano.

Un passaggio ancor più emozionante è stato quello della poetessa Amanda Gorman. Sui gradini di Capitol Hill oggi è nata una stella: giovanissima afro-americana di Los Angeles, Amanda (22 anni) ha catturato in versi lo storico momento della transizione dalla presidenza Trump a quella Biden, emozionando vip della politica e decine di milioni di spettatori a casa. Echi di “Hamilton” e suggestioni rap hanno punteggiato la lettura di “The Hill We Climb”, la composizione finita dopo le violenze degli ultrà trumpiani del 6 gennaio.

Nella poesia, letta dopo che sul palco si erano alternate Lady Gaga e Jennifer Lopez, la giovane poetessa ha accennato alla sua personale esperienza di “ragazzina magra afro-americana cresciuta da una mamma single, che sognava un giorno di diventare presidente e oggi recita all’insediamento di un presidente”.

Un tocco in comune con Joe Biden, che da bambino era balbuziente: Amanda da piccola ha dovuto superare un difetto di pronuncia che le impediva ad esempio di scandire la “r” di “poetry”. A scegliere la Gorman per l’occasione è stata Jill Biden, che l’aveva di recente ammirata durante una lettura alla Library of Congress.

La visita ad Arlington per l’omaggio alla tomba del milite ignoto
Dopo la cerimonia di insediamento, il presidente Biden e la First Lady si sono recati al cimitero di Arlington per rendere omaggio alla tomba del milite ignoto. Poi, lo spostamento in auto lungo la Pennsylvania Avenue – senza le consuete ali di folla sempre per ragioni di sicurezza – una breve passeggiata a piedi – con il saluto ad alcuni giornalisti e cittadini ammessi ai lati della strada – e infine l’ingresso della coppia presidenziale in una Casa Bianca ripulita da cima a fondo da una nutrita squadra di addetti alle pulizie, che si è messa in azione subito dopo l’uscita di Trump e consorte per la modica cifra di 500mila dollari e ha sanificato tutti gli ambienti, ogni maniglia e ogni interruttore, contro il coronavirus. “Mi sento a casa”, ha detto Biden, che torna alla Casa Bianca dopo avervi lavorato per 8 anni come vice di Barack Obama.

Anche Kamala Harris, accompagnata dal marito Doug e dai suoi familiari, è entrata per la prima volta alla Casa Bianca da vicepresidente, dopo una breve passeggiata lungo Pennsylvania Avenue, come avevano fatto poco prima i Biden.

Dopo le polemiche, il sospetto, le iniziative legali e l’assalto al cuore della democrazia Usa, con l’invasione di Capitol Hill e la morte di 5 persone, Joe Biden prende dunque il comando dell’America.

La partenza di Donald Trump
Donald Trump ha lasciato la Casa Bianca, insieme a Melania, nel primo pomeriggio italiano. Nel suo discorso di addio, elenca i suoi successi e promette che il suo movimento, Make America Great Again, è solo all’inizio. Trump resta in politica, nelle sue intenzioni c’è di ricandidarsi per le presidenziali del 2024. Sempre che l’impeachment messo in piedi dai Dem non vada a segno.

Se ne va con la convinzione di essere stato derubato del suo secondo mandato, trasloca convinto che quelle del 3 novembre siano state elezioni truccate e non riconosce la vittoria di Biden; snobba la cerimonia di insediamento e ne organizza una di commiato alla base di Andrews con tanto di tappeto rosso, saluto con 21 salve di cannone e militari in uniforme da parata. E per la prima volta nella storia Usa, rompe il tradizionale passaggio di consegne della “valigetta” in pelle nera con i segretissimi codici nucleari dell’arsenale americano: di norma la valigetta, che segue sempre il presidente portata da un addetto militare, viene consegnata a un altro addetto militare subito dopo il giuramento e affidata così al nuovo inquilino della Casa Bianca. Stavolta, la valigetta è rimasta con Trump, seguendolo fino in Florida (dove andrà a vivere). Alle 12 in punto di Washington, cioè all’inizio della presidenza Biden sancito dal giuramento, l’addetto militare è ripartito per Washington, per consegnarla al nuovo ‘Commander in chief’.

Tre star, invece, per l’insediamento di Joe Biden. All’Inauguration day sono intervenuti Lady Gaga, Jennifer Lopez e Tom Hanks (ha condotto uno speciale tv dedicato). Un’altro motivo di rabbia e di recriminazioni – contro i collaboratori ingrati, contro il mondo del business che lui ha aiutato con le sue politiche, contro i membri del partito repubblicano – con cui Trump conclude un mandato presidenziale, giocato nelle ultimissime battute con la grazia a 73 persone, tra cui Steve Bannon.

Il tycoon se ne va lasciandosi alle spalle un’America stravolta. L’assedio di Capitol Hill è stato, forse, l’apice di una lacerazione che ha radici lontane, precedenti alla sua elezione nel 2016, ma che con lui si sono fortemente radicate.
Biden- 46esimo presidente degli Stati Uniti, che a 78 anni è anche il più anziano nella storia americana- dovrà subito iniziare a lavorare per affrontare un momento storico molto complesso per la democrazia a stelle e strisce, con un Paese mai così diviso. Liquidare l’eredità politica di Trump non sarà semplice: un intreccio di odio, tracotanza di fronte alla legge e alle regole, divisione e scorrettezza pubblica e personale esercitati per l’intero mandato hanno già obbligato Biden a rinunciare per motivi di sicurezza, per esempio, ad arrivare a Washington in treno da Wilmigton, la sua città. E il suo giuramento si è svolto in una capitale blindata per la paura di nuove violenze.

Meno complicato, per il nuovo presidente, sarà cancellare l’eredità legislativa del tycoon. Biden ha già annunciato 17 ordini esecutivi, dallo stop al muro anti-migranti al confine con il Messico e al rientro degli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi e nell’Oms.

fonte: RaiNews.it

Condividi:
  • 4
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

© 2012-2021 virgoletteblog.it creato da Filippo Piccini

Log in with your credentials

Forgot your details?