27 aprile 1908: l’assemblea generale massonica

goi 1908

Apre a Roma l’assemblea generale massonica del Grande Oriente d’Italia sotto la presidenza del Gran Maestro, lo scultore Ettore Ferrari.

La prima assemblea costituente del GOI fu organizzata il 20 dicembre 1860. I primi problemi da affrontare erano quelli dell’eccessiva frammentarietà della massoneria italiana: diverse logge nel territorio italiano erano infatti ancora legate all’obbedienza del Grande Oriente di Francia.

Nel 1864, le varie comunioni massoniche, denominate “grandi logge” o “grandi orienti”, fiorite, all’epoca, sul suolo italiano, segnatamente il Grande Oriente di Napoli, il Grande Oriente di Torino e il Grande Oriente di Palermo, in una riunione costituente tenutasi a Firenze tra il 21 e il 24 maggio, in previsione del trasferimento della capitale italiana in quella città, si fusero in un unico Grande Oriente d’Italia, a capo del quale venne eletto Giuseppe Garibaldi.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia Stato unitario, era sorta l’esigenza, da parte del GOI, di salvaguardare l’identità degli affiliati più in vista, anche all’interno dell’organizzazione. Per tale motivo, l’adesione di questi ultimi era nota al solo Gran Maestro, risultandogli come iniziazione “all’orecchio”. Nel 1877 il Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, iniziò a stilarne un elenco denominato Propaganda massonica, costituendo ufficialmente la loggia in questione.

I massoni italiani nell’800 hanno lottato per fare l’Italia, nel 900 per conquistare le libertà. Nel terzo millennio la vocazione non si è ancora espressa, nonostante si definiscano in questo modo (dal sito ufficiale del GOI):

«Il massone è un uomo che, in senso laico, va alla ricerca del miglioramento di se stesso, mettendosi al servizio degli altri: promuove la cultura del dialogo e aspira alla concordia contro ogni forma d’ingiustizia, sopraffazione, sfruttamento, sperequazione sociale. La Massoneria è, dunque, quella istituzione che mira a raggiungere il benessere dell’uomo soprattutto nel suo essere individuo collettivo, dove ogni singolo cerca l’armonia con gli altri, con giustizia ed equilibrio. Il rispetto di se stessi e degli altri, ripetiamo, è il principio fondante di questa scuola di metodo che concilia le diversità, prerogativa di ognuno in termini di pensiero, fede, etnia, genere e qualsiasi altra peculiarità che l’umanità presenta. Perché per i massoni la diversità è ricchezza.»

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