The Gift – Il dono // Sam Raimi

the gift il dono copertina film

Nutro per alcuni film un amore totale. Un trasporto quasi palpabile che mi porta ciclicamente a rivederli per poterne assaporare ogni dettaglio, ogni sfumatura.

The Gift – Il dono (2000), diretto da Sam Raimi, è uno di questi. Un titolo che continua, visione dopo visione, ad appassionarmi. Non nascondo poi la mia grande ammirazione per Raimi regista di film cult come La casa (The Evil Dead), La casa 2 (Evil Dead II: Dead by Dawn), Darkman e L’armata delle tenebre (Army of the Darkness).

The Gift vede alla regia un Raimi che esplora un nuovo mondo, quello delle ghost story, dove il grottesco e l’esagerazione lascia il posto a un male più strisciante, subdolo e rarefatto.

Annie Wilson (come sempre una grandissima Cate Blanchett) è rimasta vedova da poco e deve provvedere, non senza poche difficoltà, ai tre figli. Annie legge le carte ai cittadini della piccola cittadina dove vive, Brixton, in cambio di piccole donazioni. La sua professione, per lei un dono trasmessole dalla nonna, non viene vista di buon occhio da molti abitanti del luogo. In un contesto profondamente rurale e dove la religione è radicata fin dentro le ossa, Annie cerca di aiutare le anime perse che chiedono il suo aiuto. Ed è proprio il suo dono che si rivelerà fondamentale per risolvere il mistero di un brutale omicidio.

The Gift è un film dal fascino innegabile e dagli ingranaggi perfetti, dove alla regia ricca di atmosfera di Raimi si unisce la perfetta sceneggiatura scritta da Bolly Bob Thornton. The Gift vanta poi un cast di grande levatura che offre ottime performance. Oltre la bravissima Cate Blanchett troviamo infatti Keanu Reeves, qui nei panni di un bifolco violento, Hilary Swank, Katie Holmes, J.K. Simmons, Greg Kinnear e un Giovanni Ribisi a dir poco strepitoso e alle prese con un personaggio profondamente travagliato.

The Gift, nel suo genere, è un piccolo capolavoro. Un film che striscia nei paludosi anfratti dell’orrore prettamente umano fatto di gelosie, superstizione, paura del diverso, religione e violenza… e che solo marginalmente sfiora il sovrannaturale. Le visioni spettrali di Annie sono inquietanti e spaventose… ma non quanto gli orrori domestici che mergono dal fondo di questa piccola comunità, specchio deformato di una realtà ben più torbida e mostruosa.

Buona Visione

Serena Aronica

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